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Da una parte abbiamo duecento lavoratori che la SunEdison (la nuova denominazione della Memc) sta mettendo alla porta e dall'altra oltre 3 milioni di euro di contributi concessi dalla Provincia all'azienda nell'ultimo decennio per attività di ricerca e sviluppo.
Un conto che sale ancora con 61 mila euro per consulenze e formazione e altri 632 mila per investimenti aziendali e ambientali dal 2003 a oggi. Solamente di quest'ultima quota potrebbe essere chiesta la restituzione, ma solo nel caso di alienazione del bene agevolato entro dieci anni.
Totale 3,7 milioni. Un bel gruzzolo, a fronte del disimpegno della multinazionale americana che ha assestato un duro colpo al sistema economico e sociale meranese.
«Le imprese multinazionali, a differenza delle imprese radicate sul territorio, decidono le proprie scelte di insediamento o di delocalizzazione con una rapidità sorprendente e in base a calcoli che non tengono conto nemmeno degli ingenti investimenti fatti, come dimostra il caso di Merano»: è un estratto della risposta, a firma del governatore Arno Kompatscher, a un'interrogazione di Alessandro Urzì, consigliere provinciale di "Alto Adige nel cuore".


