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MERANO. Ancora apprensioni per il futuro della Memc. Sindacati e rsu (la rappresentanza sindacale unitaria), viste le notizie che arrivano da Roma, sono pronti a scendere in piazza. Lo faranno sabato 15 dicembre, con una grande manifestazione che vedrà il corteo dei lavoratori sfilare da Sinigo, ovvero dalla sede aziendale, fino in piazza Teatro a Merano, con prevedibili pesanti ripercussioni sul traffico, già caotico, legato al mercatino di Natale.
Ma andiamo con ordine. La crisi di governo sta creando notevoli ripercussioni anche sulla vicenda della Memc, i cui lavoratori sono senza occupazione dal dicembre dello scorso anno. A rischio c'è soprattutto il decreto, il cui regolamento dovrebbe essere approvato entro dicembre, annunciato dal ministro Passera, con il quale la fabbrica di Sinigo viene inserita fra le aziende “energivore” e che prevede, fra l'altro, agevolazioni particolari nelle tariffe per il consumo di energia elettrica. Il provvedimento del governo è stato più volte promesso sia ai sindacati che alla direzione aziendale. Recenti incontri fra i funzionari del ministero e la Corporate americana avevano confermato le intenzioni di concretizzare il regolamento, passi in avanti che erano stati considerati positivi anche da parte della rsu che l'aveva scritto in un proprio comunicato.
Adesso, con la crisi che si sta materializzando, il timore è che il benestare entro dicembre non sia più dato. Il che significherebbe, per la Memc, perdere un'importante occasione. A ciò si aggiunga il problema legato a Terna, il cui progetto di ripristinare il collegamento transfrontaliero con la rete energetica austriaca non è ancora partito. Recenti comunicazioni da Roma avevano parlato di possibilità che il ripristino potesse essere completato entro la tarda primavera del prossimo anno, con conseguente risparmio sui costi dell'energia sia per la Memc che per altre azienda altoatesine. Ma anche questa eventualità pare quantomeno “congelata” in attesa che la politica romana trovi (oltre all’equilibrio...) una soluzione entro pochissimo tempo.
Intanto alla Memc continuano i disagi degli operai, per i quali l’unica consolazione è stato il sì del Ministero del lavoro per la cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti - che hanno deciso di far nuovamente sentire la propria voce di protesta. E' stata così confermata per sabato la grande manifestazione di protesta che verrà illustrata, nei dettagli, agli operai nel pomeriggio di domani in una assemblea convocata dai sindacati territoriali e dalla rsu. Il corteo si muoverà da Sinigo e punterà, attraverso Maia Bassa e le vie del centro, fino a piazza Teatro dove si concluderà. Già pronti i manifesti e gli striscioni per manifestare la rabbia e l'incertezza sul futuro di 500 dipendenti che da oltre un anno sono senza lavoro mentre una sessantina di loro hanno preferito lasciare la fabbrica e trovarsi un'altra occupazione. Nel corso della manifestazione saranno ripetuti i soliti slogan a sostegno di un posto di lavoro che resta, purtroppo, ad altissimo rischio.
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