CALDARO/MENDOLA. L’assessore provinciale Christian Tommasini ha deciso di cambiare marcia per i lavori, attesi da anni, nel tratto delle «Roccette», lungo la strada che porta alla Mendola. «Va garantita la sicurezza - ha spiegato ai sindaci di Caldaro e Ruffré - con paramassi e paravalanghe e contiamo di indire l’appalto per 2,2 milioni di euro probabilmente già entro il 2015».

All’incontro con i rappresentanti dei Comuni interessati erano presenti, Oswald Schiefer, consigliere provinciale e rappresentante della Bassa Atesina, il sindaco di Caldaro Gertrud Benin Bernard e il sindaco di Ruffré Fabrizio Borzaga. Per la Provincia, oltre a Tommasini, sono intervenuti l'ingegnere Simona Sedlak della ripartizione infrastrutture e il geometra Sergio Finozzi, direttore del Servizio strade Bolzano-Bassa Atesina.

Dopo la sostanziale bocciatura del progetto definitivo da parte della seconda Commissione tutela del paesaggio, l'assessore Tommasini per poter arrivare alla messa in sicurezza della statale della Mendola, ha ritenuto opportuno stralciare dal progetto dell’ingegner Mario Valdemarin (vincitore del concorso di idee) il lotto relativo alle opere paramassi integrandolo con opere di protezione per le valanghe tra i chilometri 223,350 e 224,250. «L'obiettivo - ha spiegato Tommasini - è quello di garantire sicurezza riducendo notevolmente i disagi che si sono creati negli ultimi anni a causa delle abbondanti nevicate con la conseguente chiusura, anche per mesi interi, della strada».

Vista l'urgenza della messa in sicurezza si conta di poter appaltare i lavori di questo lotto, per un costo totale di 2,2 milioni di euro, già nel 2015. Gli interventi, sono comunque necessari anche in vista della realizzazione dei futuri lavori per la prevista galleria artificiale. «La proposta di stralcio - hanno spiegato i tecnici - sarà sottoposta a breve all'approvazione della giunta provinciale».

Come ha illustrato l'ingegner Sedlak della ripartizione Infrastrutture, la proposta di stralcio è stata sviluppata dall’ufficio geologia e prove materiali della Provincia partendo dal progetto Valdemarin, dallo stato attuale delle opere e tenendo conto dell’analisi delle valanghe curata dall'esperto Mathias Platzer dello studio Are di Bolzano. L'intervento prevede il posizionamento di 700 «cavalletti da neve» in legno, alti fino a 2 metri, in grado di stabilizzare il manto nevoso «e consentono ldi trattenere le masse nevose nelle zone più critiche». Il costo dell'intervento è di poco meno di 200 mila euro.

Nella zona più critica, ma anche più ripida, quella della valle di Tumor, è prevista la costruzione di una briglia elastica di trattenuta di 25 metri, alta 5 metri, per un costo di 89mila euro. Questi due interventi, relativamente veloci e poco costosi, «consentiranno - spiegano i tecnici - di ridurre il rischio di invasione della sede stradale e di danneggiamento delle barriere paramassi esistenti». Gli altri interventi riguardano l'adeguamento e la sistemazione della barriere paramassi esistenti, vecchie o danneggiate, e la loro integrazione con barriere nuove, per un totale di 530 metri. Inoltre è previsto il posizionamento di reti paramassi in aderenza alle pareti rocciose. Questo intervento costerà poco meno di un milione di euro. Sul ciglio del versante a picco sulla strada è prevista la demolizione della barriera paramassi esistente e la sua sostituzione con di 6 metri (costi per 150mila euro).

I sindaci di Caldaro e Ruffrè hanno espresso soddisfazione sottolineando l’opportunità degli interventi. Hanno sottolineato la necessità di evitare la chiusura della strada per periodi lunghi, come avvenuto in passato, a garanzia delle esigenze delle attività economiche che gravitano su Passo Mendola e sui comuni limitrofi e per quelle dei numerosi lavoratori e studenti pendolari.

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