MERANO. Sei mesi fa i primi venti milioni, ora altri quattordici. Il sindaco Paul Rösch e l’assessore alle finanze Nerio Zaccaria decidono di spendere in questo modo l’avanzo di amministrazione, quello che in un’azienda si chiama utile di bilancio, rimasto alla fine dell’anno 2016. Trentaquattro dei quaranta milioni che con il bilancio consuntivo erano rimasti non spesi vengono destinati ad abbattere i mutui accesi dal Comune nel corso degli ultimi vent’anni. Sulla schiena dei cittadini di Merano, tolta questa seconda tranche, restano solo 16,6 milioni di mutui, questi però senza interessi, in quanto legati al fondo di rotazione provinciale.Un’operazione lungimirante, hanno sostenuto il sindaco e l’assessore Zaccaria, per togliere peso dalla schiena delle future generazioni e dei futuri amministratori. Ma è proprio così?

Assessore Nerio Zaccaria, abbattere i mutui non è invece segno di scarsa capacità di investire? Non sapete dove spendere e allora meglio estinguere mutui facendo pure bella figura?

«Mi sembra di sentire la canzoncina delle opposizioni in consiglio comunale. Quando non c’è altro da criticare allora si dice che non abbiamo idea di dove spendere il tesoretto».

Quindi i progetti ci sono?

«Eccome, ce ne sono forse troppi. Io ne ho contati 176, ma saranno ancora di più».

Perchè allora non realizzarli, lasciando i vecchi mutui aperti?

«Sui vecchi mutui paghiamo il 5-6% di interessi passivi. Oggi chiedendo un nuovo mutuo gli interessi sono almeno due terzi in meno».

Lei e i suoi colleghi assessori però, di aprire nuovi mutui non avete intenzione. Perché?

«Le capacità della macchina comunale per programmare e realizzare opere pubbliche sono limitate. Riusciamo ad avviare al massimo 20 milioni di investimenti all’anno. In passato i soldi potevano essere destinati e portati avanti di bilancio in bilancio. Da due anni a questa parte tutto quello che viene previsto e non speso finisce nell’avanzo di amministrazione e non può essere automaticamente speso l’anno dopo».

Quindi non siete in grado di spendere il tesoretto da 40 milioni avanzati lo scorso anno e per questo girate i soldi sui mutui, abbiamo capito bene?

«Sì, ma non dimentichi che questa situazione non è dovuta al non sapere dove spenderli ma al cambio delle leggi. Questa maggioranza ereditò dal sindaco Januth un avanzo di oltre 60 milioni di euro. Per farle capire il problema della capacità di investire del Comune le faccio un esempio recente».

Quale, assessore?

«Il caso del convitto Maiense. Se avessimo effettuato noi la ristrutturazione per ospitare la scuola media di Maia Alta avremmo impiegato almeno 26 mesi senza avere intoppi. L’Ordine teutonico, operando da privato, in un anno ci consegnerà l’edificio ristrutturato. Per non parlare della scuola di Sinigo. L’iter è aperto da sei anni, tutto è finanziato ma i lavori non sono ancora iniziati».

Perché allora non spendere il tesoretto per altri progetti chiavi in mano?

«Potremmo far lavorare i privati e io sarei il primo a essere favorevole, ma sono le leggi a non consentirci di eccedere con questo modo di operare».

Usando 34 milioni su 40 del tesoretto 2016 per estinguere i mutui, come farete per i prossimi anni?

«Con questa operazione da 14 milioni azzereremo gli interessi e potremo ridurre la spesa corrente. Per i prossimi anni tra contributi provinciali e futuri avanzi avremo sempre 20 milioni a disposizione da investire, il volume giusto per le capacità del Comune di Merano».

Avanzo nel pubblico significa non spendere i soldi che arrivano dalla Provincia e dai contribuenti. Non avete pensato anche di ridurre le tasse?

«Non l’ho voluto dire in conferenza stampa perchè sono abituato a parlare dopo aver fatto le opportune verifiche. Diciamo, per ora, che voglio valutare per il 2018 il taglio di qualche tassa o tariffa senza andare a intaccare l’equilibrio del bilancio comunale».