I revisori dei conti stroncano Meranarena srl, la società a cui il Comune di Merano ha affidato in gestione la maggior parte degli impianti sportivi della città.

A quasi vent'anni dalla nascita il progetto di esternalizzare dal palazzo municipale palaghiaccio, piscina coperta, tennis e dopolavoro di Sinigo ora rischia di finire, sommerso dai costi e dalla impossibilità di trasferirli sulle associazioni che utilizzano gli impianti e sui cittadini. I revisori dei conti del Comune, chiamati a dare il loro parere sull'operazione di ricapitalizzazione, ovvero il versamento di 77 mila euro nelle casse di Meranarena per coprire la perdita 2011, hanno scritto parole di fuoco.

«Data la prevista perdita anche per l'esercizio corrente - scrivono Andreas Wenter, Renate Holzeisen e Massimo Petrucci - la ricapitalizzazione deve essere accompagnata da misure a breve termine, atte a un controllo dei costi più efficente». Ma il peggio arriva nel passaggio successivo. «A medio termine - scrivono i revisori nel loro parere sulla delibera di ricapitalizzazione - si dovrà prendere in considerazione lo scioglimento della società con conferimento dei servizi al Comune».

Tradotto in parole semplici, i revisori invitano il Comune a sciogliere Meranarena e a tornare a gestire gli impianti sportivi direttamente dall'ufficio sport all'interno del municipio. L'altra sera in consiglio comunale, quando si è trattato di affrontare la ricapitalizzazione dal 77 mila euro, dall'opposizione, ma anche dai banchi della Svp, sono giunte critiche a non finire. Alla fine il versamento dei 77 mila euro, necessari a coprire la crisi di liquidità della società e quindi a pagare tredicesime e stipendi di dicembre ai dipendenti, è passato con 21 voti favorevoli (la maggioranza ridotta all'osso), sette astensioni e un voto contrario.

«Sul futuro di Meranarena - spiega l'assessore al patrimonio Nerio Zaccaria - stiamo riflettendo già da tempo e il futuro delle aziende partecipante è già nell'agenda 2013 di questa amministrazione comunale. Non serviva che i revisori dei conti ci ricordassero le difficoltà che stra attraversando la società di via Piave. Del resto i margini di lavoro non sono ampi. Da una parte abbiamo associazioni che già oggi fanno fatica a pagare l'affitto, alcune stanno seguendo un piano di rientro dei debiti. Altre associazioni per convenzione fino al 2017 usano le strutture gratis.

Poi abbiamo i biglietti d'ingresso a tariffe sociali per il pubblico che, se aumentati, avrebbero ripercussioni sulla frequenza e sulle famiglie. Ogni trimestre controlliamo le spese e già Meranarena sta lavorando di forbici da tempo. E poi i revisori la fanno facile. Non si chiedono che fine farebbero i dipendenti di Meranarena se la società chiudesse. Il Comune per rispettare il patto di stabilità di sicuro non potrebbe assumerli. Accorpare la società con Asm? Anche li la vedo difficile».

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