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MERANO. Alla sezione fallimentare del tribunale di Bolzano si torna a parlare di Investbau, la ditta di costruzioni dell'imprenditore Bernhard Alber fallita nel 2011. Ma questa puntata dell'infinita storia giudiziaria, ha dell'incredibile.
Il 23 aprile a partire dalle ore 10 negli uffici giudiziari di Bolzano andrà in scena un'altra, l'ennesima asta organizzata dal curatore fallimentare Friedrich Ziernhöld con l'obiettivo di recuperare introiti da destinare poi alle centinaia di creditori dell'impresa che ancora stanno attendendo di ottenere il pagamento dei loro crediti. Questa volta oggetto dell'asta è un terreno da 807 metri quadrati, che porta con sé una importante cubatura edilizia. Tutto normale? Lo sarebbe, se non che su quella striscia di terreno sorge il vecchio cimitero dei Padri Cappuccini che gestiscono l'omonima chiesa a fianco di Porta Venosta. Ma non solo. Con il cimitero c'è anche una vecchia cappella che, probabilmente quando il camposanto veniva usato, fungeva da luogo per le celebrazioni in ricordo dei vecchi frati deceduti. A dire il vero non si sa se la chiesetta sia ancora consacrata e se le tombe siano ancora tutte al loro posto. Di sicuro c'è che quel luogo è stato usato per decine e decine di anni come camposanto.
Il prezzo che il curatore fallimentare ha fissato come base d'asta è di 160 mila euro. La striscia di terreno è quella che si trova al lato nord del grande orto dei Cappuccini, tra il muro di cinta che da sulla via Goethe e la palazzina che ospita il supermercato Despar e il liceo Beda Weber. Ma come è possibile che un cimitero finisca per essere venduto all'asta? La storia è abbastanza lunga e complessa ed è legata all'idea dell'imprenditore Bernhard Alber di costruire tra il confine sud dell'orto dei Cappuccini e il vecchio parcheggio della Banca Popolare un nuovo complesso residenziale e commerciale (l'odierno Plaza, per intenderci) con annesso parcheggio interrato collegato alla via Goethe attraverso un tunnel sotto l'orto dei frati. La fame di appartamenti da costruire, si sa, non è mai abbastanza e allora per riuscire ad avere la massima cubatura disponibile la Investbau srl trova un singolare accordo con i Frati Cappuccini, gli stessi che hanno consentito la costruzione del tunnel sotto l'orto. I frati vendono all'imprenditore Bernhard Alber il terreno che ospita il cimitero e la cappella, quest'ultimo utilizza la cubatura per aumentare il numero degli alloggi da costruire e si impegna poi a restituire il terreno ai frati, a quel punto senza cubatura, con una nuova compravendita. Qualcosa però va storto. Tra i due trasferimenti di proprietà interviene... il fallimento della Investbau. Il camposanto e la cappella restano pertanto di proprietà dell'impresa e non tornano ai frati, nonostante fosse già pronto un preliminare recuperato dal curatore fallimentare ma a quel punto non più valido.
Ma non solo. Le indagini che ne sono conseguite hanno stabilito che la cubatura del terreno oggetto della compravendita non è stata mai utilizzata dalla Investbau e quindi ancora oggi fa parte degli 807 metri quadrati e del camposanto. E qui si spiega il prezzo di 160 mila euro fissato a base d'asta. Non è tanto il terreno a valere, ma la cubatura che porta con se. Difficilmente l'indice di edificabilità però potrà essere sfruttata su quella superficie: trattandosi di una striscia di terreno, di fatto le distanze dagli edifici circostanti da rispettare impediscono qualsiasi costruzione.
La legge però quella cubatura consente di trasferirla altrove. Ecco che in questo modo si potrebbe anche trovare una felice conclusione dell'incredibile storia. Il vincitore dell'asta potrebbe utilizzare la cubatura altrove e restituire ai frati cimitero e cappella. Per sapere come andrà a finire non resta che attendere il 23 aprile.


