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MERANO. La guerra del panino irrompe in città. Dopo l'approdo di McDonald's, a breve in centro aprirà i battenti Subway, altro colosso del fast food con oltre 40 mila punti vendita in 110 Paesi. In Italia, secondo il sito della multinazionale, ve ne sono solo 14, fanalino di coda tra le più popolose bandiere del continente. La filosofia Subway è semplice: il locale mette a disposizione gli ingredienti, dal tipo di pane a farciture e salse, e il cliente sceglie la combinazione personalizzando il pasto. Se la proposta avrà fortuna in riva al Passirio sarà il mercato a decretarlo, certo con questa nuova apertura il panorama gastronomico e commerciale cittadino segna un'ulteriore svolta.
La rivoluzione del fast food a Merano s'è accodata a quella della ristorazione. Quest'ultima ha preso piede già negli anni ’80 con i primi ristoranti cinesi, oggi proliferati in diverse declinazioni asiatiche, con affermazione, in particolare, del sushi nipponico. Altre tradizioni, come quella indiana e messicana, hanno trovato le loro location. A cascata, la globalizzazione alimentare s'è riversata sullo street/fast food.
Nel valzer che affiancava il tipico "brattaro" e i suoi würstel alle rivendite di pizzette al taglio, chiusura del cerchio del cibo veloce e/o da strada rispecchiante l'anima alpina-mediterranea della città, si è insinuato prima il kebab, inarrestabile alfiere del gusto orientale.
Il panorama è stato reso ancor più variegato da alternative più tipicamente italiane, una fra le altre quelle delle pietanze di pesce da asporto. Poi, qualche mese fa ecco l'irruzione del Big Mac, icona planetaria del panino e del pasto rapido. E ora Subway, che troverà dimora nella prima galleria di corso Libertà superiore collegata al Lungo Passirio, alle spalle del Puccini. Una novità che soffierà sulle braci del mai sopito dibattito fra difesa delle tradizioni e apertura alla globalizzazione. Inarrestabile, quest'ultima: contrapporsi non pare possibile, gestirla e "integrarla" senza snaturare le proprie radici forse sì. Almeno, così sembra suggerire la lettura di quanto avviene in altre realtà. Se robuste, le spalle del territorio hanno dimostrato altrove di saper reggere l'onda d'urto. Magari lasciando feriti sul campo, ma senza esserne travolte e a volte uscendone addirittura rinforzate in un mercato che spesso, in risposta agli eccessi della globalizzazione, ha cercato rifugio nell’autenticità e nella territorialità.
Resta che questa prossima apertura, si incanala in un trend che ha coinvolto diversi settori del commercio meranese, cominciato con l'abbigliamento e le celebri catene che a mano a mano si sono intercalate ai negozi storici. Non mancano, aprendosi ai dintorni, i grandi (in senso di dimensioni commerciali) marchi internazionali dell'arredo e del fai-da-te. E pure l'elettronica s'è accodata, in una rivoluzione che divide le opinioni e continuerà a farlo.


