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MERANO. Sindrome di Tako-Tsubo: sembra infarto ma è soltanto crepacuore. È una strana malattia: i sintomi sono gli stessi dell'infarto ma le coronarie, dopo minuziosi esami, risultano sono sane. I medici, sulla base degli studi finora effettuati, sono concordi nel ritenere che è la preoccupazione a causare un senso di costrizione al petto.
L'attenzione per la Tako-Tsubo è una delle motivazioni che ha consentito all'ospedale cittadino «Franz Tappeiner» di avere anche quest'anno i tre «bollini rosa» per l'impegno che mette a favore delle donne. Già: perchè la Tako-Tsubo colpisce nel 90% dei casi le donne fra i 58 ed i 75 anni: lo conferma il primario del reparto di medicina del Tappeiner, il dottor Rupert Paulmichl che ricorda come questa malattia «Ha in genere una prognosi benigna. I sintomi sono simili a quelli dell'infarto: difficoltà a respirare, fiato corto, sudorazione, dolore o senso di oppressione al petto. La diagnosi prevede dopo una visita cardiologica e l'esame del sangue, l'elettrocardiogramma e l'angiografia, una radiografia eseguita con un liquido di contrasto iniettato con una sonda che arriva fino alle arterie del cuore. Il risultato negativo di questo esame esclude l'infarto».
Gli studi finora fatti hanno consentito di stabilire le cause della sindrome di Tako-Tsubo. Dice il dottor Paulmichl: «È dovuta ad un intenso stress emozionale nel 33-45% dei casi oppure a stress fisico in una percentuale fra il 17 ed il 22 per cento. Si è riscontrato che, nella maggior parte dei casi presi in considerazione, la malattia cardiaca ha origine a seguito di una improvvisa disgrazia che determina, appunto, il crepacuore. L'organismo produce un eccesso di ormoni dello stress che causano un danno diretto, anche se momentaneo, alle cellule del cuore. La Tako-Tsubo, se individuata, può essere tranquillamente curata in breve tempo con l'ausilio delle medicine».
L'ospedale di Merano si è meritato i «tre bollini rosa» anche per l'attenzione con cui il reparto di medicina segue questa malattia cardiaca. «Non siamo certo nè un centro di ricerca nè tantomeno è stato aperto un centro specializzato per questo tipo di patologia - - dice il primario dottor Rupert Paulmichl - C'è però molta attenzione anche per questa sindrome che, a mio parere, si è diffusa parecchio. Importante, per la sua individuazione e per la sua cura, è il colloquio fra il medico e la paziente al momento del ricovero: se la donna racconta di qualche dispiacere recente o di qualunque tipo di difficoltà, il medico ha indubbiamente maggiori possibilità di stabilire l'origine della malattia».
L'attenzione per la Tako-Tsubo è una delle motivazioni che ha consentito all'ospedale cittadino «Franz Tappeiner» di avere anche quest'anno i tre «bollini rosa» per l'impegno che mette a favore delle donne. Già: perchè la Tako-Tsubo colpisce nel 90% dei casi le donne fra i 58 ed i 75 anni: lo conferma il primario del reparto di medicina del Tappeiner, il dottor Rupert Paulmichl che ricorda come questa malattia «Ha in genere una prognosi benigna. I sintomi sono simili a quelli dell'infarto: difficoltà a respirare, fiato corto, sudorazione, dolore o senso di oppressione al petto. La diagnosi prevede dopo una visita cardiologica e l'esame del sangue, l'elettrocardiogramma e l'angiografia, una radiografia eseguita con un liquido di contrasto iniettato con una sonda che arriva fino alle arterie del cuore. Il risultato negativo di questo esame esclude l'infarto».
Gli studi finora fatti hanno consentito di stabilire le cause della sindrome di Tako-Tsubo. Dice il dottor Paulmichl: «È dovuta ad un intenso stress emozionale nel 33-45% dei casi oppure a stress fisico in una percentuale fra il 17 ed il 22 per cento. Si è riscontrato che, nella maggior parte dei casi presi in considerazione, la malattia cardiaca ha origine a seguito di una improvvisa disgrazia che determina, appunto, il crepacuore. L'organismo produce un eccesso di ormoni dello stress che causano un danno diretto, anche se momentaneo, alle cellule del cuore. La Tako-Tsubo, se individuata, può essere tranquillamente curata in breve tempo con l'ausilio delle medicine».
L'ospedale di Merano si è meritato i «tre bollini rosa» anche per l'attenzione con cui il reparto di medicina segue questa malattia cardiaca. «Non siamo certo nè un centro di ricerca nè tantomeno è stato aperto un centro specializzato per questo tipo di patologia - - dice il primario dottor Rupert Paulmichl - C'è però molta attenzione anche per questa sindrome che, a mio parere, si è diffusa parecchio. Importante, per la sua individuazione e per la sua cura, è il colloquio fra il medico e la paziente al momento del ricovero: se la donna racconta di qualche dispiacere recente o di qualunque tipo di difficoltà, il medico ha indubbiamente maggiori possibilità di stabilire l'origine della malattia».
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