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MERANO. Fa caldo e le temperature elevatissime di questi giorni stanno mettendo a disagio anche gli anziani ospiti della casa di riposo di via Palade dove l'impianto di ventilazione funziona poco e male all'interno della struttura. Il guaio maggiore lo si registra nella halle dove, complici anche le grandi vetrate, le temperature sono spesso insopportabili. Stesso discorso anche nelle camere degli ospiti dove l'impianto di ventilazione neppure è previsto. Lamentele, da parte degli anziani e dei loro familiari, arrivano anche per il caldo eccessivo in altri spazi della casa di riposo, compresa la sala da pranzo. Proteste arrivano anche dal personale che da una settimana è costretto a lavorare in condizioni non proprio ideali.
Conferma Albert Strobl, direttore della Fondazione Pitsch che gestisce la struttura. «Il problema c'è nella halle dove l'impianto di ventilazione non funziona come dovrebbe ed anche quando sembra andare crea un rumore fastidioso». L'impianto è stato messo in ordine - si fa per dire - durante i recenti lavori di ristrutturazione della casa di riposo. Ma nella halle funziona poco e per giunta male. E in sala da pranzo? «Non mi sono giunte lamentele - prosegue Strobl - e se qualcuno desidera aria più fredda basta che lo dica. Faremo presente al custode di intervenire in maniera adeguata. L'aria fredda invece si avverte sia in cucina che nella lavanderia come pure nella cappella».
Gli anziani ospiti di via Palade lamentano temperature elevate anche nelle loro camere. Sarebbero arrivate a sfiorare i 36 gradi in questi giorni di grande caldo. «Per quanto riguarda le stanze - è sempre il direttore Strobl che parla - la ventilazione non è prevista. Sarebbe stato un costo eccessivo che evidentemente non è stato ritenuto utile né quando la casa è stata costruita né successivamente nella fase di restauro».
Gli anziani ospiti - che non possono neppure usufruire del giardino nelle ore pomeridiane visto che l'afa la si avverte anche lì - continuano dunque a sopportare disagi in conseguenza delle temperature elevate che si registrano nella struttura di via Palade. Anche il personale che vi opera continua a lamentarsi perché costretto ad operare in condizioni che definire disumane appare quasi un eufemismo.
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