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MERANO. Torna a far discutere la causa civile tra Mary de Rachewiltz, figlia novantenne del poeta americano Ezra Pound, e il movimento di estrema destra CasaPound, accusato di essersi indebitamente impossessato del nome del poeta scomparso nel 1972. La de Rachewiltz, che vive a Merano nella residenza di Castel Fontana porta avanti questa causa da diversi anni. Nei giorni scorsi, proprio nel l’ambito processuale, è emerso un documento che ha destato l’indignazione di alcuni deputati di «Sinistra Italiana» che sulla vicenda adesso chiedono un’interrogazione parlamentare.
Si tratta di un’informativa del ministero dell’Interno che, chiamato dal giudice del tribunale di Roma, a fornire informazioni sulla natura del gruppo politico, sembra darne a tratti, una descrizione più che positiva. Il gruppo, secondo la nota, si contraddistinguerebbe per "lo stile di militanza fattivo e dinamico ma rigoroso nelle rispetto delle gerarchie interne" e che ha l’obiettivo "di sostenere una rivalutazione degli aspetti innovativi e di promozione sociale del ventennio".
Gli obiettivi del movimento neofascista vengono così sintetizzati: "tutela delle fasce deboli attraverso la richiesta alle amministrazioni locali di assegnazione di immobili alle famiglie indigenti, l’occupazione di immobili in disuso, la segnalazione dello stato di degrado di strutture pubbliche per sollecitare la riqualificazione e la promozione del progetto 'Mutuo Sociale'". Un’attenzione, quella del gruppo “rivolta anche alla lotta al precariato ed alla difesa dell'occupazione attraverso l'appoggio ai lavoratori impegnati in vertenze occupazionali". Riguardo al tema della violenza si legge: "Il sodalizio organizza con regolarità, sull’intero territorio nazionale, iniziative propagandistiche e manifestazioni nel rispetto della normativa vigente e senza dar luogo ad illegalità e turbative dell’ordine pubblico".
E se "all’interno del movimento militano elementi inclini all’uso della violenza, intesa come strumento ordinario di confronto e di affermazione politica oltre che quale metodo per risolvere controversie di qualsiasi natura", la colpa è anche della sinistra radicale che "sotto la spinta del cosiddetto 'antifascismo militante' non riconosce il diritto alla agibilità politica" alle formazioni di estrema destra. Fin qui l’informativa del ministero dell’Interno alla magistratura di Roma. E intanto Mary de Rachewiltz aspetta la scelta del giudice.



