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MERANO. S'è fatto fermare dai vigili urbani alla guida del suo mezzo, dotato di regolare contrassegno invalidi, nell'area pedonale di corso Libertà, ed è stato sanzionato.
Una battaglia che sta andando avanti da tempo, un gesto provocatorio, attuato da Corrado Poletti per sollevare la questione del transito in quel tratto di strada dei veicoli recanti i permessi assegnati ai portatori di handicap motori. Un passaggio loro vietato secondo l'amministrazione comunale, ma in maniera illegittima e discriminatoria per Poletti che aveva contestato la situazione già all'indomani della pedonalizzazione del Corso fra piazza Teatro e piazza della Rena, nell'autunno 2013.
A oltre un anno dal provvedimento, la regolamentazione degli accessi è rimasta come all'inizio: ovvero, a parere di Poletti, “fuori legge”.
«Il gesto provocatorio - racconta il meranese - è stato un modo per osservare la reazione degli agenti. I quali, come prevedevo, mi hanno sanzionato malgrado io abbia esposto tutte le mie ragioni. Ma così per come è stata messa in atto, questa area pedonale non è in regola. Sono convinto che la contravvenzione non abbia ragione d'essere e che chi espone il cartellino di persona con disabilità motoria possa percorrere con il proprio mezzo la strada».
Sostiene la sua tesi con una serie di incartamenti, sentenze della Cassazione e considerazioni. La prima: «Il cartello d'ingresso parla di “area pedonale eccetto biciclette e autorizzati”, senza alcuna altra indicazione». «A questo punto, il rifermento diventa il codice della strada. Dunque se espongo il contrassegno invalidi passo. Invece, secondo l'amministrazione, non potrei», evidenzia il portatore di handicap.
Poletti ha anche chiesto lumi con una lettera all'assessorato alla viabilità, «in cui mi si risponde che per casi particolari, non espressamente elencati nel provvedimento che stabilisce la pedonalizzazione, devono essere di volta in volta richieste specifiche delucidazioni al comando dei vigili».
«In concreto, ogni volta che un mezzo dotato di contrassegno avesse esigenza di entrare, dovrebbe chiamare il centralino, chiamato a valutare al telefono l'effettiva fondatezza della necessità. Vi sembra logico?», spiega il portatore di handicap.
Inoltre, dice Poletti, per una sentenza della Corte di Cassazione l'unico onere è quello di esporre il contrassegno. E non ultimo, nel mese di novembre ha inoltrato ricorso per due contravvenzioni subite per essere entrato nella Ztl di Bolzano. Il prefetto ha accolto i ricorsi, specificando che «alle persone detentrici del contrassegno per persone disabili è consentita senza limitazione la piena libertà di circolazione e di sosta del veicolo al loro servizio nelle aree pedonali urbane e nelle zone a traffico limitato».
"Insomma, mi pare vi siano motivi sufficienti per sostenere che qualcosa non torna. Si badi bene: non sono contrario in linea di principio all'area pedonale, ma non possono essere calpestati i diritti delle persone con limitata o impedita capacità motoria. E invece è quanto sta avvenendo in corso Libertà", chiude Corrado Poletti.
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