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MERANO. E' prudente, il direttore dell'Azienda sanitaria Andreas Fabi. Però manifesta ottimismo. Che poi non costa nulla a differenza del resto che aumenta comunque con conseguente impoverimento delle tasche di tanti e il dimagrimento dei bilanci, pubblici o privati che siano. Perché, si tratti di scuola o sanità, anche gli enti pubblici hanno a che fare con bilanci inferiori, per massa, al passato. E Fabi, oltre che con la riforma sanitaria, è alle prese con i rinnovi delle convenzioni con le cliniche private: Salus Center, S.Anna e Martinsbrunn. «Un momento», attacca il direttore. Qui non è mica in discussione il rinnovo delle convenzioni. Che si farà nei prossimi mesi.
E allora, di che cosa si discute?
Si tratta di capire, esattamente, quali saranno i tetti, cioè i soldi, che la Provincia destinerà a quel settore.
Quindi?
Quindi bisogna aspettare.
Quanto?
Penso un paio di settimanme. Quando in Provincia avranno terminato di suddividere il "monte euro" destinato alla sanità nei vari comparti. Dopodiché si avrà un quadro completo e attendibile. Tenga presente che, appunto, sono diverse le voci e i settori che concorrono al plafond della spesa sanitaria provinciale.
Ovvio, sembra quasi la distribuzione dei pani e dei pesci. Ma qui si parla di 180 posti letto a rischio, se non verranno rinnovate le convenzioni in scadenza.
Non penso proprio che ci sia questo pericolo.
E i soldi, su tutte e tre le cliniche attualmente circa 11 milioni di euro, quanti saranno nel prossimo futuro?
Mi auguro che possano essere gli stessi di quest'anno, più o meno.
Scusi, se dovessero essere gli stessi di quest'anno vuol dire che saranno di meno. E non è un gioco di parole. Mettici l'inflazione programmata e costi vari si fa presto a scendere.
Beh, messa così, in effetti potrebbero essere di meno.
E lei pensa che, messa così, i privati si accontenteranno?
Penso che un accordo si possa e si debba trovare. Sono fiducioso.
Più difficile far digerire ai medici ospedalieri la riforma o convincere i privato che anche loro un po' di cinghia la devono pur tirare, quantomeno per il bene pubblico?
Sono due cose differenti.
Visti i tempi magri cambierà qualcosa nel rapporto pubblico-privato?
Non direi proprio. Anche perché la riforma che stiamo portando avanti non è che li riguardi più di tanto.
Convinto di farcela a chiudere il cerchio?
Vedrà vedrà, che poi il cerchio si chiude. Almeno lo spero. A dire il vero è più di un augurio Allora, auguri, e un po' di più.
«Grazie». Riassumendo: delle tre cliniche private la più imponente è quella di Tesimo, la Salus Center, amministrata da Giuseppe Pellegrini. Ospita in convenzione 74 posti letto di riabilitazione, 18 dei quali riservati ai malati oncologici. Nel 2009 sono state registrate 27 mila degenze, per ogni giornata il comprensorio di riferimento del paziente ha pagato 143 euro (85 per il day hospital). La degenza massima per un paziente ammonta a 14 giorni, prorogabili al massimo per altri sette. Le prestazioni offerte sono la riabilitazione fisica, oncologica, pneumologica e neurologica. Il Martinsbrunn di Quarazze invece mette a disposizione della sanità pubblica 53 posti letto per post-acuti e nel solo anno 2009 ha offerto oltre 19 mila degenze e ha incassato dall'Asl 4,39 milioni di euro. A Villa Sant'Anna infine, struttura gestita dalal famiglia Crespi, sono convenzionati 45 posti letto di medicina interna per una spesa complessiva, riferita allo scorso anno, a carico della sanità pubblica di 3,35 milioni di euro.
E allora, di che cosa si discute?
Si tratta di capire, esattamente, quali saranno i tetti, cioè i soldi, che la Provincia destinerà a quel settore.
Quindi?
Quindi bisogna aspettare.
Quanto?
Penso un paio di settimanme. Quando in Provincia avranno terminato di suddividere il "monte euro" destinato alla sanità nei vari comparti. Dopodiché si avrà un quadro completo e attendibile. Tenga presente che, appunto, sono diverse le voci e i settori che concorrono al plafond della spesa sanitaria provinciale.
Ovvio, sembra quasi la distribuzione dei pani e dei pesci. Ma qui si parla di 180 posti letto a rischio, se non verranno rinnovate le convenzioni in scadenza.
Non penso proprio che ci sia questo pericolo.
E i soldi, su tutte e tre le cliniche attualmente circa 11 milioni di euro, quanti saranno nel prossimo futuro?
Mi auguro che possano essere gli stessi di quest'anno, più o meno.
Scusi, se dovessero essere gli stessi di quest'anno vuol dire che saranno di meno. E non è un gioco di parole. Mettici l'inflazione programmata e costi vari si fa presto a scendere.
Beh, messa così, in effetti potrebbero essere di meno.
E lei pensa che, messa così, i privati si accontenteranno?
Penso che un accordo si possa e si debba trovare. Sono fiducioso.
Più difficile far digerire ai medici ospedalieri la riforma o convincere i privato che anche loro un po' di cinghia la devono pur tirare, quantomeno per il bene pubblico?
Sono due cose differenti.
Visti i tempi magri cambierà qualcosa nel rapporto pubblico-privato?
Non direi proprio. Anche perché la riforma che stiamo portando avanti non è che li riguardi più di tanto.
Convinto di farcela a chiudere il cerchio?
Vedrà vedrà, che poi il cerchio si chiude. Almeno lo spero. A dire il vero è più di un augurio Allora, auguri, e un po' di più.
«Grazie». Riassumendo: delle tre cliniche private la più imponente è quella di Tesimo, la Salus Center, amministrata da Giuseppe Pellegrini. Ospita in convenzione 74 posti letto di riabilitazione, 18 dei quali riservati ai malati oncologici. Nel 2009 sono state registrate 27 mila degenze, per ogni giornata il comprensorio di riferimento del paziente ha pagato 143 euro (85 per il day hospital). La degenza massima per un paziente ammonta a 14 giorni, prorogabili al massimo per altri sette. Le prestazioni offerte sono la riabilitazione fisica, oncologica, pneumologica e neurologica. Il Martinsbrunn di Quarazze invece mette a disposizione della sanità pubblica 53 posti letto per post-acuti e nel solo anno 2009 ha offerto oltre 19 mila degenze e ha incassato dall'Asl 4,39 milioni di euro. A Villa Sant'Anna infine, struttura gestita dalal famiglia Crespi, sono convenzionati 45 posti letto di medicina interna per una spesa complessiva, riferita allo scorso anno, a carico della sanità pubblica di 3,35 milioni di euro.
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