MERANO. Obiettivo puntato sulle scuole di lingua italiana. L'occasione è stata offerta dalla "giornata delle porte aperte" alla scuola professionale per artigianato, industria e commercio «Guglielmo Marconi» e alla scuola alberghiera «Cesare Ritz» che, nella sostanza, proprio per motivi di spazio che si fanno sempre più stretti, condividono un edificio allo School Village. E proprio la mancanza di spazi è l'elemento emergente e più scottante emerso dall'incontro con i presidi delle due istituzioni scolastiche, Giuseppe Delpero della «Marconi» e Maria Pascarella della «Ritz».  Preside Delpero, la cronaca di questi giorni ha affrontato il tema dei problemi inerenti le scuole di lingua italiane in genere. Quali le problematiche che investono la sua in particolare? «Didatticamente oserei affermare che lo stato attuale è soddisfacente. Per il settore degli allievi che frequentano la sezione industria e artigianato accusiamo un crescente numero d'iscrizioni ed è anche un settore con prospettive di lavoro concrete. Anche la sezione commercio, che crea operatori segretariali d'impresa con gestione informatica, posso dire che registra una crescita costante. Ora, a fronte di questo trend, il nostro vero problema è quello degli spazi che ci costringono anche a dover limitare le iscrizioni alla scuola. Il prossimo anno, a seguito di tutta una serie di spostamenti che riguarderanno anche il Ritz, col quale condividiamo l'edificio, potremo aggiungere solo una classe per il settore commercio, anziché due. E questo proprio perché ci mancano le aule. Oggi siamo il doppio (tra i 160 e 170 allievi) del previsto. E già, tutte le aree a disposizione sono state trasformate in aule a svantaggio di spazi comuni come i laboratori».  Come vede i prospettiva una soluzione? «Esiste un progetto che prevede per noi entro 4 o 5 anni, una nuova sede nella zona artigianale dove sorgono le professionali tedesche Zuegg. Nel frattempo dovremo necessariamente arrangiarci».  Preside Pascarella per la "sua" alberghiera è anche peggio. «Noi siamo passati da 200 ragazzi a 400. Un segnale inequivocabile di buona salute, ma come per la professionale, anche per noi il problema sono gli spazi. I nostri allievi ci vengono spesso richiesti ed è davvero un peccato che la mancanza di spazio ci renda difficile lavorare ancora meglio di ciò che facciamo. Già ora siamo anche ospiti in aule dei licei e alle professionali sociali Villa Paradiso. Qualcosa potrà cambiare quando dal mese di settembre la mia scuola si dovrà sdoppiare con una parte nell'attuale sede ed una in quella che sarà ricavata al Böhler. Ma certo insorgeranno problemi logistici con per certi aspetti dei doppi ruoli. Un magazziniere qui, ad esempio, ed uno là. Insomma dovrebbe essere il primo passo di una girandola di spostamenti che vedrà coinvolti noi e il professionale nel giro di 4 o 5 anni al termine dei quali dovremmo rientrare nell'edificio attuale ristrutturato e finalmente tutto nostro. E questo con la speranza che le varie provvisorietà alle quali saremo soggetti non si trasformino in una situazione definitiva».

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