MERANO. La Merano Maia e la stagione ippica all'ippodromo sono legate a un filo. L'operazione di ricapitalizzazione della società che gestisce Borgo Andreina e la struttura di via Palade è a un passo dal fallimento. La birreria Forst, che con il 27% del pacchetto azionario è il secondo socio per importanza nella spa, ha deciso di non sottoscrivere l'aumento di capitale chiesto dal consiglio di amministrazione. Una scelta che, nonostante le dichiarazioni di sostegno della birreria al mondo ippico, rischia di far saltare la società e la stagione ormai alle porte.

Ad impegnarsi, acquistando le nuove azioni ci sono la Mic srl (la società che ha rilevato le quote del Comune di Merano guidata da Henri Chenot) ma anche una serie di soci minori, non tutti a dire il vero. Non abbastanza per la riuscita dell'operazione finanziaria. Il destino della Merano Maia, dopo l'esito dell'offerta di ricapitalizzazione ora si complica maledettamente.

L'amministratore delegato Massimiliano Sturaro a inizio anno, sentendo i tagli che l'Unire/Assi aveva deciso a livello nazionale, aveva chiesto ai soci di Merano Maia spa, di aumentare il capitale sociale per mettere quantomeno in sicurezza la stagione 2012. Due azioni nuove da acquistare al prezzo di 334 euro per ogni azione vecchia posseduta. Con questa operazione il capitale sarebbe passato da 120 a 360 mila euro. Un'offerta però, e qui nascono i problemi, limitata ai soci già presenti e non agli esterni.

In più o la ricapitalizzazione passa per intero o salta. E senza la Forst l'ipotesi più concreta è quella che salti, con conseguenze imprevedibili per il consiglio d'amministrazione, per la stagione ippica e per la stessa società di gestione dell'ippodromo.

Al momento di sottoscrivere l'aumento a tutti i soci è stato chiesto infatti se, in caso altri titolari di azioni avessero rinunciato, sarebbero stati disposti a mettere loro le quote mancanti. E qui pare, ma sottolineiamo pare, che nessuno abbia optato per questa scelta. Una decisione che ha accomunato la Mic srl, prima a sottoscrivere la sua parte, e alcuni soci minori. Un impegno, quello della società guidata da Chenot, alla luce dei fatti, che è quindi solo parziale. Sì alla propria quota ma non a quella degli eventuali rinunciatari (la Forst).

E i maligni sostengono che la sottoscrizione della ricapitalizzazione della Mic srl fosse quasi obbligata. All'acquisto del 45% di pacchetto azionario ceduto dal Comune infatti, la srl che raggruppa Henri Chenot, Francesco Aletti Montano e la Alfea, la società di gestione dell'ippodromo di Pisa, ha accettato di sottoscrivere una fideiussione da 150 mila euro a garanzia del rispetto del contratto e degli impegni di gestione in esso contenuti.

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