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MERANO. Produzione pressoché dimezzata, almeno nei primi anni, nuova valutazione dell'effettiva pericolosità dell'impianto e tavolo informativo permanente sulle emissioni nocive aperto a tutti gli interessati. Questo il quadro aggiornato sulla vicenda Rem-Tec emerso dopo la seduta di ieri della giunta provinciale. Decisioni prese anche dopo le forti preoccupazioni manifestate dall'Hgv all'assessore Laimer.
«La popolazione di Sinigo e delle zone circostanti - ha sottolineato ieri il presidente Luis Durnwalder - sta esprimendo forti paure in relazione all'apertura della Rem-Tec a Sinigo, in maniera particolare per quanto riguarda i rischi di inquinamento atmosferico e del sottosuolo: è nostro compito fare tutto il possibile per fugare ogni minimo dubbio ai cittadini». L'impianto di trattamento e stoccaggio di rifiuti pericolosi è da giorni al centro di accese discussioni, ma il presidente Durnwalder ha sottolineato come l'azienda Erdbau/Rem-Tec abbia sino ad ora ottenuto tutte le concessioni previste a norma di legge. «Di fatto - ha spiegato Durnwalder - questa attività viene già in parte svolta a Sinigo, dove vi è un deposito di rifiuti di questo tipo che vengono poi suddivisi e lavorati a seconda del grado di pericolosità. Quelli contenenti il maggior numero di sostanze inquinanti vengono spediti in Germania, mentre il nuovo progetto prevede la costruzione di un capannone all'interno del quale verrà effettuata tutta la procedura di trattamento e stoccaggio".
Per cercare di venire incontro alle richieste della popolazione, la Provincia ha già preso contratto con la Erdbau/Rem-Tec, e sono tre i primi concreti risultati messi nero su bianco. «L'azienda che gestirà l'impianto - ha annunciato Luis Durnwalder - si è dichiarata disponibile a ridurre, almeno per i primi anni di attività, da 250mila a 150mila i metri cubi di rifiuti da trattare all'interno del capannone di Sinigo, e inoltre verrà istituita una tavola rotonda che metterà a disposizione di tutti gli interessati i dati relativi alle emissioni provenienti dall'impianto».
«Infine - ha concluso il presidente - la Provincia ha deciso di incaricare un istituto specializzato (in ballottaggio ci sono le Università di Potsdam e Vienna) che avrà il compito di stilare una relazione finale sull'effettivo grado di pericolosità della struttura».
Intervento, quello della giunta provinciale, giunto all'indomani dell'incontro sollecitato dall'Hgv circondariale con l'assessore provinciale all'ambiente Michl Laimer. «Ci siamo occupati in più occasioni dell'impianto Rem-Tec preoccupati per le ripercussioni negative - hanno sottolineato gli albergatori - timori che derivano dal fatto che l'impianto di possa causare, oltre ad ulteriori danni ambientali, soprattutto emissioni acustiche e di polveri nell'atmosfera».
«Alle porte di una destinazione turistica, un impianto del genere non è assolutamente accettabile, a maggior ragione se si considera che l'impianto è destinato a trattare anche rifiuti pericolosi», ha affermato il presidente del circondario Hansi Pichler nel sintetizzare le riserve degli iscritti all'Unione.
Le notizie diffuse dai media sull'argomento e i dibattiti sulla messa in funzione dell'impianto avrebbero inoltre già provocato - secondo l'Hgv - un danno di immagine già difficilmente rimediabile per l'area intorno a Merano. I membri del comitato circondariale dell'Unione albergatori hanno dunque chiesto all'assessore Laimer di intervenire perché la giunta provinciale torni ad occuparsi ancora una volta degli effetti di questo impianto, per evitare che l'impianto possa operare nei modi e nelle dimensioni previste.
Un appello, quello degli albergatori locali, che evidentemente ha fatto centro, viste le decisioni prese ieri dalla giunta provinciale.
«La popolazione di Sinigo e delle zone circostanti - ha sottolineato ieri il presidente Luis Durnwalder - sta esprimendo forti paure in relazione all'apertura della Rem-Tec a Sinigo, in maniera particolare per quanto riguarda i rischi di inquinamento atmosferico e del sottosuolo: è nostro compito fare tutto il possibile per fugare ogni minimo dubbio ai cittadini». L'impianto di trattamento e stoccaggio di rifiuti pericolosi è da giorni al centro di accese discussioni, ma il presidente Durnwalder ha sottolineato come l'azienda Erdbau/Rem-Tec abbia sino ad ora ottenuto tutte le concessioni previste a norma di legge. «Di fatto - ha spiegato Durnwalder - questa attività viene già in parte svolta a Sinigo, dove vi è un deposito di rifiuti di questo tipo che vengono poi suddivisi e lavorati a seconda del grado di pericolosità. Quelli contenenti il maggior numero di sostanze inquinanti vengono spediti in Germania, mentre il nuovo progetto prevede la costruzione di un capannone all'interno del quale verrà effettuata tutta la procedura di trattamento e stoccaggio".
Per cercare di venire incontro alle richieste della popolazione, la Provincia ha già preso contratto con la Erdbau/Rem-Tec, e sono tre i primi concreti risultati messi nero su bianco. «L'azienda che gestirà l'impianto - ha annunciato Luis Durnwalder - si è dichiarata disponibile a ridurre, almeno per i primi anni di attività, da 250mila a 150mila i metri cubi di rifiuti da trattare all'interno del capannone di Sinigo, e inoltre verrà istituita una tavola rotonda che metterà a disposizione di tutti gli interessati i dati relativi alle emissioni provenienti dall'impianto».
«Infine - ha concluso il presidente - la Provincia ha deciso di incaricare un istituto specializzato (in ballottaggio ci sono le Università di Potsdam e Vienna) che avrà il compito di stilare una relazione finale sull'effettivo grado di pericolosità della struttura».
Intervento, quello della giunta provinciale, giunto all'indomani dell'incontro sollecitato dall'Hgv circondariale con l'assessore provinciale all'ambiente Michl Laimer. «Ci siamo occupati in più occasioni dell'impianto Rem-Tec preoccupati per le ripercussioni negative - hanno sottolineato gli albergatori - timori che derivano dal fatto che l'impianto di possa causare, oltre ad ulteriori danni ambientali, soprattutto emissioni acustiche e di polveri nell'atmosfera».
«Alle porte di una destinazione turistica, un impianto del genere non è assolutamente accettabile, a maggior ragione se si considera che l'impianto è destinato a trattare anche rifiuti pericolosi», ha affermato il presidente del circondario Hansi Pichler nel sintetizzare le riserve degli iscritti all'Unione.
Le notizie diffuse dai media sull'argomento e i dibattiti sulla messa in funzione dell'impianto avrebbero inoltre già provocato - secondo l'Hgv - un danno di immagine già difficilmente rimediabile per l'area intorno a Merano. I membri del comitato circondariale dell'Unione albergatori hanno dunque chiesto all'assessore Laimer di intervenire perché la giunta provinciale torni ad occuparsi ancora una volta degli effetti di questo impianto, per evitare che l'impianto possa operare nei modi e nelle dimensioni previste.
Un appello, quello degli albergatori locali, che evidentemente ha fatto centro, viste le decisioni prese ieri dalla giunta provinciale.
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