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MERANO. Oltre duecento medici altoatesini hanno già sottoscritto una petizione in difesa della clinica Sant'Anna i cui posti letto convenzionati sono stati messi in discussione dalla recente riforma della sanità provinciale. «No ad un taglio indiscriminato - sostengono - e pieno sostegno al progetto per le degenze dei pazienti post-acuti in modo da decongestionare i reparti ospedalieri». L'iniziativa di solidarietà all'esperienza maturata in decenni di attività dalla struttura privata meranese della clinica Sant'Anna è particolarmente significativa perchè vede affiancate decine di medici particolarmente impegnati quotidianamente nel garantire la qualità del servizio sanitario: hanno sottoscritto l'appello infatti i sanitari del reparto di medicina dell'ospedale San Maurizio di Bolzano, ma anche la stragrande maggioranza dei medici di famiglia di Merano e del Burgraviato fino a larga parte dello stesso direttivo dell'Ordine provinciale dei medici. E la raccolta delle adesione prosegue anche in questi giorni; poi la petizione verrà inviata all'assessore alla sanità Richard Theiner, ai vertici dell'Azienda sanitaria, alla giunta provinciale e all'amministrazione comunale meranese. «Lavoriamo da più di trent'anni - sottolinea per parte sua Stefano Crespi, titolare della clinica di via Cavour - e vantiamo un utilizzo dei posti letto vicino al 98%. La proposta che ci è stata avanzata, e che rigettiamo con forza, punta alla soppressione di 5 posti letto per acuti all'anno, a partire dal 2011 e fino al 2015. Ma è fin troppo chiaro che risorse e potenzialità dimezzate ci porteranno inevitabilmente all'eutanasia. Noi puntiamo ancora alla trasformazione dei nostri posti letto in post-acuti». Intanto per Villa Sant'Anna (45 posti letto di medicina interna convenzionati per una spesa complessiva a carico dell'Asl di 3,35 milioni) si profila la prima vera stangata. Ma Crespi non ci sta. «Abbiamo la sensazione di essere stati presi in giro. Ancora nel 2004 avevamo dimostrato all'Asl tutta la nostra disponibilità al cambiamento. Diteci cosa vi serve e noi ci daremo da fare, avevamo detto». «Ci siamo detti pronti a riconvertire i letti - prosegue Crespi - da pazienti per acuti in post-acuti, di cui c'è grave carenza, proposta che però ci è stata rigettata spiegandoci che non esiste tale necessità». «E poi - conclude Crespi - ci sentiamo penalizzati perché discriminati nell'accesso ai contributi previsti sul capitolo sanitario in quanto società di capitali: a noi può essere concesso massimo il 20% mentre in caso di onlus (come Martinsbrunn e Marien Klinik) il contributo può arrivare al 60%».
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