MERANO. Ultimi preparativi tra gli scaffali, venerdì l'apertura: Trony, colosso dell'elettrodomestica e dell'elettronica, sbarca in città. E in qualche tempo si avrà la risposta circa l'impatto che l'arrivo del grande marchio potrà avere sulla bilancia di un settore merceologico che a Merano fino a oggi è rimasto esclusivamente nelle mani di piccoli punti vendita. È una storia già vissuta dal settore dell'abbigliamento: negli ultimi anni Merano è stato porto d'approdo di firme di diffusione internazionale come H&M e Oviesse, Esprit, Zara e Nkd.

Senza dimenticare l'outlet Luxury Plaza, che langue invischiato nel crack Alber Group ma che avrebbe partecipato all'incremento della concorrenza con quei negozi di piccola-media dimensione che fino a non molto tempo fa monopolizzavano il commercio locale. Con Trony, si cambia contesto. L'annuncio della nuova apertura, ormai nota da oltre un anno, divide. Anche gli addetti ai lavori. Divide i commercianti diretti interessati dalla concorrenza, tra chi non teme lo spauracchio di doversi confrontare con le offerte e l'assortimento di una grande catena, e chi invece prefigura tempi duri.

C'è chi, vedendo nero all'orizzonte di un raffronto diretto, ha preferito cambiare strada specializzandosi in differenti settori merceologici. Altri esercenti vedono invece nella concorrenza uno stimolo, e confidano nelle loro armi ritenute sufficientemente affilate per reggere alla novità: su tutte, la fidelizzazione del cliente e la cura del servizio di assistenza che tende invece a spersonalizzarsi nei megastore.

Per contro Trony, come accade in genere per le grandi catene, punterà anche su orari più elastici (per esempio il sabato pomeriggio sempre in servizio) e aperture festive, come avverrà in occasione di questa domenica quando il centro accoglierà la clientela dalle 9.30 alle 13. Divise anche le associazioni di categoria. Da una parte Gundolf Wegleiter, numero uno dell'Unione commercio, è preoccupato per il futuro dei "piccoli", ma anche sulla dislocazione "periferica" di Trony, che toglierebbe anima al centro e porterebbe traffico dai dintorni. Dall'altra Federico Tibaldo di Confesercenti valuta positivamente la vicenda, che se non altro garantirà posti di lavoro in più.

E positivo è pure il parere di Heidi Siebenförcher, assessore all'economia, per la quale si tratta di una nuova opportunità di sviluppo commerciale della città. Fatto sta che venerdì si apre, ai margini di Maia Bassa, via Roma 215-217. Dove stava la Casa dell'arte della famiglia Bertolazzi Marchiò. Si apre alla porta sud della città mentre, ben più vicino al centro, rimane ancora in sospeso il destino dello stabile in vetrocemento all'inizio di via Toti (incrocio via Piave). Locali ancora vuoti, nonostante il cantiere sia da tempo ultimato. Pare del tutto tramontata l'ipotesi Euronics, e anche la Coop Merano sembra essersi disinteressata della possibilità dirottando in via Alpini l'ipotesi dell'apertura di un supermercato alimentare.

Nel frattempo, ieri un'altra "storica" ampia superficie di vendita è tornata ad aprirsi alla clientela, cambiando nettamente settore. In via Roma superiore, laddove per anni esponeva i propri tessuti Marcello ora trasferitosi in corso Libertà, ieri è stato inaugurato Dogat, negozio di prodotti per animali su due piani. È il secondo negozio Dogat, già presente a Bolzano al centro Twenty.

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