BRESSANONE. Oltre 150 bus e 600 camper stimati nella sola giornata di domenica, a cui vanno sommate le migliaia auto sparse su tutto il territorio comunale e in quelli limitrofi. Numeri da capogiro che non si vedevano da anni, compreso il fenomeno degli accattoni che hanno approfittato di questa ondata anomala per fare i loro “affari”. Nonostante l'invasione fuori controllo dei turisti per il ponte dell'Immacolata, il sistema organizzato da Comune e della polizia municipale ha tenuto molto bene. Numeri che a dire degli stessi agenti del comando di piazza Priel, non si vedevano da quasi 10 anni. La domenica è stato indubbiamente il giorno dei record, con oltre 150 bus arrivati per il mercatino (erano 45 nella giornata di sabato) e camper stimati in 600 unità. Impossibile invece contare le auto dei privati arrivate sulle nostre strade, che hanno intasato il centro e la strada statale. Mezz'ora di tempo stimato per spostarsi in macchina da Bressanone a Varna nel pomeriggio di domenica, questo dato rende molto bene l'idea dell'ondata improvvisa di auto e mezzi che si è riversata sulle nostre strade. Situazione che ha forzatamente obbligato gli agenti a turni di straordinario per cercare di contenere il fenomeno, in particolare nel centro città dove polizia e carabinieri hanno dato una mano come potevano. Situazione che si è alleggerita ieri, con bus ridotti a poco più della metà, così come le auto, mentre il numero dei camper è rimasto più o meno lo stesso.

L'invasione di questi giorni però, ha mostrato anche il rovescio della medaglia. Sì, perché questo ponte ha portato in centro gruppi organizzati di accattoni nelle zone più sensibili e quelle di maggiore passaggio dei turisti. Non stiamo parlando dei soliti venditori ambulanti, ma personaggi per buona parte italiani che, spacciandosi per volontari nelle zone di parcheggio, cercavano di vendere le loro penne raccontando fantomatiche storie di volontariato. Tornati in città per questo ponte anche i gruppi di accattoni del nord est, sistemati in punti tattici della città con tanto di cappellino per mendicare spiccioli.

A parte questo aspetto, che ha infastidito gli ospiti, il ponte per la città è stato d’oro. Tutto esaurito non solo negli alberghi del centro, ma anche nelle strutture di accoglienza in un raggio di decine di chilometri dalla città vescovile. Ha funzionato molto bene anche il programma del mercatino di Natale, dove ad affascinare sono stati i prodotti tipici realizzati dalle mani degli artigiani che sono andati letteralmente a ruba. Originale il loro modo di “vendere” il prodotto con dimostrazioni dal vivo, per esempio, di come si realizza una pallina natalizia in vetro soffiato.

La mania dei selfie ha poi creato qualche mugugno tra i commercianti. In molti si sono scattati fotografie indossando i berretti tradizionali di Natale in vendita (chi con un animale sagomato sulla testa e chi con le corna da renna) per poi non comprarli, mandando su tutte le furie i commercianti che lamentano questo tipo di comportamento da parte della grande maggioranza dei presenti. Camminare per le vie del centro cittadino era un’impresa quasi impossibile. I pochi brissinesi si riconoscevano subito: erano quelli con il passo veloce e il viso imbronciato che cercavano di farsi largo nella folla di turisti che passeggiavano in folti gruppi senza alcuna fretta. Salire in maccina domenica era da incubo, ieri la morsa si è allentata.

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