BRESSANONE. Cinquant'anni di impegno politico come consigliere comunale, assessore, vicesindaco e poi in ultimo ancora come consigliere, ma per la prima volta dell'opposizione. Cinquant'anni nella Dc, nel Partito Popolare e da ultimo nella lista civica Insieme per Bressanone ricchi di incontri importanti, da Amintore Fanfani a De Mita a Piccoli ai presidenti della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano.

La vita politica di Dario Stablum, 75 anni, iniziata il 13 dicembre 1964, verrà onorata e festeggiata in municipio domani, venerdì 5 dicembre alle ore 18, alla presenza dell'intera amministrazione comunale e sarà una sorta di addio, visto che Stablum ha deciso di lasciare la politica attiva.

Bilancio del lungo impegno?

«Ho fatto politica con entusiasmo ed impegno. Sono soddisfatto del mio lavoro e politicamente non ho mai temuto e non temo nessuno».

Il suo cammino politico continua?

«No. Ho deciso di lasciare la politica attiva. Dopo 50 anni è giunto il momento di prendermi del tempo per il mio privato. Ma resto comunque a disposizione del movimento Insieme».

Cosa non rifarebbe?

«Rifarei tutto. Non c'è nulla di cui mi penta, poiché ogni decisione presa è stata ponderata e ragionata. Un rammarico però ce l'ho: mi sono fidato e ho dato fiducia a persone che alla prova dei fatti si sono dimostrate inaffidabili».

Cosa non è riuscito a fare in questi 50 anni?

«Un Istituto musicale ed un centro giovani unico per italiani e tedeschi. Cosa che è invece è avvenuta per la biblioteca. All'epoca c'è stato chi voleva due strutture diverse, ma fortunatamente non è andata così».

Ha lavorato con quattro sindaci.

«Sì, con Valerius Dejaco, Zeno Giacomuzzi, Klaus Seebacher e Albert Pürgstaller.Devo dire che con tutti c'è stato un buon rapporto in un quadro politico di reciproco rispetto. Ho sempre cercato tutto quello che potesse unire e di essere utile agli interessi della città. Certo, erano epoche diverse. Gli anni '60/'70, con Dejaco e Giacomuzzi, furono contraddistinti dall'entrata in vigore del nuovo Statuto di autonomia e fu necessario mantenere aperto il dialogo e ricercare soluzioni condivise».

Si sente un dinosauro della politica?

«Assolutamente no. Ho saputo adattarmi al corso dei tempi e il vecchio della politica non sta certo nel dato anagrafico. Ci sono giovani in politica che sono già dinosauri dentro».

A quante elezioni ha partecipato?

«A 14 elezioni: 10 comunali, 3 regionali e una politica. Ma la campagna elettorale più difficile è stata l'ultima, quella delle provinciali del 2013. È stata un'esperienza piuttosto negativa in quanto era un progetto politico di grandi ambizioni che ha ottenuto scarsi risultati».

Ha attraversato “Tre Repubbliche”. Quale la migliore?

«Checché se ne dica, nella Prima Repubblica la politica era più partecipata e i grandi partiti formavano la classe politica che quindi si presentava preparata ed arrivava nei posti di responsabilità dopo un lungo tirocinio. Con il crollo dei partiti c'è stato il degrado della società e, malgrado gli sforzi di qualche politico di livello, i risultati fino ad oggi mancano sia sul piano politico che della moralizzazione della politica stessa».

Ha incontrato tanti politici celebri?

«Tantissimi. Ho partecipato a diversi congressi nazionali della Dc e del Partito Popolare e quindi ho conosciuto Fanfani, Zaccagnini, Forlani, Piccoli, De Mita Franco Marini, nonché i presidenti della Repubblica Pertini, Scalfaro, Ciampi e lo stesso Napolitano. Senza dimenticare l'emozionante incontro con Papa Benedetto XVI».

I progetti più importanti realizzati?

«Le sedi per le associazioni culturali, sportive e ricreative; la ristrutturazione di tutte le scuole di lingua italiana, la realizzazione dell'Oratorio Don Bosco e del Centro Giovani».

Ci sarà un altro Stablum nel futuro della politica?

«Non credo. Comunque, un secondo Dario Stablum c'è ed ha 6 anni. Chissà, tutto può accadere».