BOLZANO. Se non tutto, Kompatscher si sta giocando molto sull’aeroporto. «E mi aspetto che anche tutta la Svp sia con me», dice, scandendo le parole. Al «Parteiauschuss», l'altro giorno, quasi tutti si sono detti a favore. Oggi.

Il problema sarà domani, durante il referendum, quando la Venosta o la Pusteria si chiederanno perché spendere soldi per San Giacomo. Ma c'è di più: Kompatscher testerà in quell'occasione anche tutto il suo metodo politico. Fatto di azione e consultazione. Il fatto che non ci sia solo la prima, è il più chiaro elemento di distinzione rispetto alla presidenza Durnwalder. Lo ha confermato ieri, in aeroporto, anche l'assessore Mussner: «Per Arno sarà una bella prova. Ma sul suo schema di lavoro tutti noi dovremmo concordare. Perché mette in primo piano la trasparenza e la condivisione». Non come Durnwalder, vuol dire? «Luis ha tanti pregi, non scherziamo. Ma magari non quello della condivisione...».

E anche Kompatscher ammette: «Sull'aeroporto la politica ha commesso troppi errori in passato».

Quali errori, presidente?

«Non mettere subito tutte le questioni sul tavolo. Le belle e le brutte».

Del tipo?

«Confrontarsi sui costi e scriverli nero su bianco. E nero su bianco scrivere come farli quadrare».

Invece cosa si è fatto fin qui?

«Qualche volta si è anche minacciato. Del tipo: se non volete l'aeroporto allora tenetevi gli elicotteri dell'esercito che quelli sì, fanno rumore. Io non ho minacciato nessuno. Ho sempre detto che migliorare San Giacomo si può e che lo si potrà fare spendendo meno soldi pubblici, fino a metterlo a regime».

Non teme gli umori della periferia? Qualcuno lassù dice: siamo lontani da Bolzano, cosa ci interessa?

«Sbagliato. Allora a Bolzano potrebbero dire: che ci importa a noi della ferrovia della Venosta? O di un asilo a Silandro? Bisogna capire che certe cose fanno bene al territorio nel suo insieme. Se arrivano nuovi turisti, ne beneficiano anche gli albergatori di San Candido».

La Svp, anche quella di valle, sarà con lei?

«Deve esserlo. A parte che lo ha già detto. Ma se non lo fa rinuncia alla sua vocazione territoriale, al suo essere la rappresentanza di tutto l'Alto Adige».

E il Pd?

«Il mio vice, Tommasini, è con me. Ma anche il Pd è un partito responsabile».

Perchè si è speso per l'aeroporto?

«Perchè è l'opportunità del futuro. Non ce ne sono tante altre. L’Autobrennero non potrà fare tutto, il tunnel verrà tra tanti anni. Qui c'è una pista e ci sono le esperienze. E tutta l'economia lo chiede. È una questione di sviluppo ma anche di apertura. Se ne gioverà anche la cultura e la ricerca».

Le opposizioni le faranno battaglia.

«Non tutte. I Freiheitlichen sembra di no... Ieri in consiglio provinciale Thinkhauser ha detto di essere favorevole al rilancio dell'aeroporto, ad esempio».

E anche la destra italiana lo è...

«Appunto. Quindi ci provo».

E i Verdi e Südtiroler Freiheit?

«Mah, vedano loro. Mi sembra però che molti dicano no a prescindere».

Perché ne è convinto?

«Perché alcuni di loro hanno presentato mozioni contrarie prima di ascoltare nel suo insieme il piano di rilancio strategico. E poi continuano a dire le stesse cose, come per il rumore o l'inquinamento, quando è evidente che l'A22 inquina dieci volte di più e i nuovi aerei sono silenziosi».

Di solito nei referendum si mobilita molto di più il fronte del no...

«Proveremo a fare il contrario».(p.ca.)

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