BOLZANO. In Comune iniziano a fare i conti con le conseguenze del nuovo sistema tariffario unico voluto dalla Provincia per l’assistenza all’infanzia. 200 mila euro in più a carico del Comune solo per le microstrutture. E si attendono le stime sulle Tagesmütter.

Nella delibera di martedì scorso, portata in giunta dall’assessora Waltraud Deeg, non sono compresi gli asili nido: una buona notizia per i Comuni principali e per le famiglie. Proseguiranno dunque le trattative per non applicare tout court il metodo della tariffa oraria agli asili nido, con previsioni di rincari pesanti per le famiglie e danni per i Comuni.

Il nuovo modello di finanziamento, in vigore dal 2017, riguarda intanto microstrutture e Tagesmütter, che per la prima volta entrano nel circuito «pubblico», con finanziamenti e criteri per l’accesso. È il riconoscimento ufficiale di un modello molto amato in Alto Adige, soprattutto in periferia. La Provincia mette le mani avanti rispetto alle critiche sulla equiparazione del servizio delle Tagesmütter con il percorso pedagogico garantito dagli asili nido. La delibera promette la «rideterminazione delle caratteristiche pedagogiche, assistenziali, organizzative e strutturali per un elevato livello qualitativo dei servizi di assistenza domiciliare all’infanzia, asili nido, microstrutture e servizi diurni aziendali». Se ne occuperà un provvedimento successivo.

Il modello tariffario unico per l’assistenza all’infanzia prevede i costi standard in base ai quali verranno effettuati i bandi pubblici: 10-12 euro all’ora più Iva per le microstrutture, 8,70 euro all’ora (Iva inclusa) per le Tagesmütter. Il servizio viene finanziato da Provincia, Comuni e dalle tariffe a carico delle famiglie.

Sandro Repetto, assessore alle Politiche sociali, riferisce i primi dati elaborati dal Comune: «Siamo soddisfatti che gli asili nido al momento siano rimasti esclusi dal nuovo modello, che già si annuncia pesante. Attualmente per le microstrutture applichiamo un costo orario convenzionale di 8,50-9 euro, Iva inclusa. Il passaggio a 10-12 euro più Iva comporterà per il Comune maggiori costi di almeno 200 mila euro. Un peso per le casse comunali che verrà compensato solo in minima parte dalla Provincia». Ancora da valutare è il costo a carico del Comune per il servizio delle Tagesmütter, la novità della delibera. «Attendo i dati con preoccupazione, in attesa dell’appuntamento di inizio settembre in cui torneremo a discutere con l’assessora Deeg del finanziamento agli asili nido», riferisce Repetto. E le famiglie? Waltraud Deeg esclude rincari su microstruture e Tagesmütter: «La riduzione della tariffa viene garantita fino a un massimo di 1920 ore all’anno. La differenza della spesa viene suddivisa tra Provincia e Comune. Restano invariate le tariffe per le famiglie, da 0,90 a 3,65 euro all’ora, in base al reddito». (fr.g.)

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