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BOLZANO. «La sanità è senza soldi e la Provincia s'inventa e finanzia corsi di formazione di medicina cinese per il personale». Mario Tagnin, consigliere comunale Pdl e odontoiatra al San Maurizio è amareggiato: «L'Azienda andrà a spendere circa 250 mila euro per un corso di 4 anni con una quarantina di partecipanti. E tutto per tenere in piedi il servizio di Medicina complementare di Merano!». Tagnin entra nel dettaglio. «Nei giorni scorsi a tutti i dipendenti dell'ospedale è arrivata una mail che sta facendo discutere parecchio». C'è chi sorride e chi invece s'arrabbia. Tagnin s'arrabbia. «L'Ufficio Formazione del personale sanitario della Provincia ci scrive spiegandoci di aver programmato a partire da maggio 2012 un corso in tedesco in farmacologia cinese per una quarantina di partecipanti in tutto. Si tratta di un corso che sarà tenuto da docenti dell'Università di Witten-Herdecke, aperto a medici e odontoiatri (ma in caso di disponibilità di posti anche a farmacisti e veterinari (!)) che si terrà nel centro convegni dell'abbazia di Novacella e che durerà 500 ore in tutto suddivise su quattro anni e sette moduli di due-tre giorni all'anno». Come se non bastasse alla fine delle lezioni è in programma alla fine di ogni anno anche un esame scritto «con tanto di tesi, discussione di casi clinici» mentre al termine dei quattro anni si potrà ottenere anche il diploma in medicina cinese rilasciato dall'Università di Witten-Herdecke. E adesso veniamo al sodo. «La quota di iscrizione a persona oscilla tra i 1.500 ed i 1.800 euro all'anno a persona (a seconda del numero dei partecipanti). Se solo facciamo due conti rischiamo di superare i 150 mila euro! La mail girata a tutti i dipendenti spiega poi che le spese organizzative sono a carico della Provincia, sempre allo stesso Ufficio Formazione del personale sanitario». Tagnin ha una sola parola: «Che dire? Con soldi pubblici, in un periodo di crisi, la Provincia finanzia corsi di formazione che andrebbero benissimo in tempi di vacche grasse ma non quando i reparti si vedono costretti a tagliare per andare avanti. Non si capisce perchè i primari debbano fare i salti mortali, farli fare ai loro medici quando i soldi ci sono ma servono prima per aprire il servizio di Medicina complementare di Merano e poi per sostenerlo, visto che arranca, inventandosi i corsi di formazione in medicina cinese». (v.f.)


