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CALDARO. «Se ce li mandano, come credo, li dovremo accogliere anche noi»: a parlare è la sindaca di Caldaro Gertrud Benin Bernard, che fa capire di non condividere affatto la strategia dell’accoglienza italiana e dell’Alto Adige, ma di non avere mezzi per opporsi. Il secondo Comune dell’Oltradige l’ha tirata per le lunghe, almeno fin che ha potuto, ma ha dovuto arrendersi quando ha deciso di prendere in mano la questione il governatore altoatesino Arno Kompatscher. Quest’ultimo ha fatto capire a chiare lettere all’esecutivo - composto da tre rappresentanti dell’ala sociale e altrettanti dell’ala economica, che sono su posizioni ancora più intransigenti - che è inimmaginabile per un Comune di 8 mila abitanti, tra l’altro molto ricco, sottrarsi ai suoi doveri, quando ci sono - anche in ambito comprensoriale - paesini di un migliaio di abitanti pronti ad affittare uno o più appartamenti. Sarebbe già stato individuato il sito: l’areale della Sta – la Strutture Trasporto Alto Adige SpA, società in house del Dipartimento mobilità dell’amministrazione provinciale – alle spalle del centro giovanile Kuba, in zona cantine.
Sindaca, anche Caldaro, alla fine, ha dovuto ammainare bandiera bianca...
«Non siamo stati noi a decidere ma la Provincia».
Diciamo che non potete opporvi..
«È una facoltà che non ci è stata concessa. Va detto che abbiamo deciso di non aderire allo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati per un motivo preciso: non abbiamo edifici pubblici liberi e nessun privato intende destinare i suoi appartamenti all’accoglienza. Caldaro è un Comune a vocazione turistica e le sue scelte sono conseguenti».
È stato decisivo, quindi, alla fine l’aut-aut di Kompatscher?
«Non è venuto Kompatscher, ma un suo assessore. La Provincia ci ha comunicato di avere due o tre siti idonei. Pertanto quando farà la sua scelta invierà anche il contingente di migranti che ci spetta».
In pole position c’è l’areale della Sta..
«Lì non possiamo mettere becco. Non sono terreni di nostra competenza. Basta che non ci tocchino i parcheggi, come qualcuno aveva ipotizzato. Il Centro di Caldaro, in ogni caso, lo gestirà in tutto e per tutto la Provincia e non il Comune».
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