PHOTO
BOLZANO. Cambia lo scenario nell'operazione accoglienza dei migranti nordafricani sbarcati sulle coste italiane: "Il Governo italiano ha scelto la strada dei permessi temporanei di soggiorno", conferma da Roma il vicepresidente della Provincia Hans Berger. Per le Regioni la pianificazione sarà difficile, ma per contro è escluso il tema dei Centri di identificazione e espulsione.
È durata oltre due ore la riunione della cabina di regia tra Governo, Regioni e Comuni convocata nel tardo pomeriggio a Palazzo Chigi: con i ministri Roberto Maroni e Raffaele Fitto i rappresentanti delle Regioni – per la Provincia di Bolzano il vicepresidente Hans Berger – hanno discusso come gestire gli immigrati che sono già sbarcati in Italia. "Fino ad oggi sono circa 25mila i nordafricani che hanno raggiunto le coste italiane", riferisce Berger.
Nel vertice Maroni ha illustrato i termini dell’accordo tecnico raggiunto a Tunisi, secondo cui d’ora in poi i migranti tunisini che sbarcheranno sulle coste italiane potranno essere rimpatriati in maniera diretta e con procedure semplificate. Parallelamente il Governo italiano firmerà un decreto che concede il permesso di soggiorno temporaneo previsto dall'articolo 20 del Testo unico sull'immigrazione. Il ricorso a questo permesso temporaneo consentirà a parte dei migranti già approdati in Italia di raggiungere anche altri Paesi.
"Il permesso è valido per tutta l'area di Schengen", spiega Berger. Governo e Regioni hanno pertanto aggiornato l'accordo di fondo dello scorso 30 marzo: i punti centrali sono una distribuzione dei migranti su tutto il territorio nazionale, l'attivazione dell'articolo 20 sui permessi temporanei e maggiori funzioni esercitate dal sistema della protezione civile. Si stima che la gran parte degli immigrati nordafricani intenda transitare in Italia per raggiungere i Paesi francofoni e si prevede che quindi solo tra 3mila-4mila di loro resteranno in Italia. "Questi ultimi potranno muoversi liberamente ma se non esprimono preferenze sulla destinazione verranno ripartiti tra le Regioni in misura equa e proporzionale alla consistenza della popolazione", sottolinea Berger.
L'Alto Adige vedrebbe quindi confermata la proiezione di una trentina di rifugiati politici da accogliere, "a cui si aggiugono i migranti assegnati sulla base dell'articolo 20, al massimo l'1% dei citati 3-4mila che restano in Italia", chiarisce Berger. "Dopo la seduta di oggi un eventuale centro a Vipiteno è quindi fuori discussione, anche se non si può ancora capire come la situazione si evolverà in futuro." L'incognita resta infatti l'evoluzione dei flussi di rifugiati politici, ad esempio dalla Libia o in fuga da altri Paesi africani in guerra transitando dalla Tunisia. "Dobbiamo essere pronti a mettere a disposizione ulteriori opportunità di soggiorno in tempi relativamente brevi, con l'attivazione della protezione civile", conclude il vicepresidente Berger.
È durata oltre due ore la riunione della cabina di regia tra Governo, Regioni e Comuni convocata nel tardo pomeriggio a Palazzo Chigi: con i ministri Roberto Maroni e Raffaele Fitto i rappresentanti delle Regioni – per la Provincia di Bolzano il vicepresidente Hans Berger – hanno discusso come gestire gli immigrati che sono già sbarcati in Italia. "Fino ad oggi sono circa 25mila i nordafricani che hanno raggiunto le coste italiane", riferisce Berger.
Nel vertice Maroni ha illustrato i termini dell’accordo tecnico raggiunto a Tunisi, secondo cui d’ora in poi i migranti tunisini che sbarcheranno sulle coste italiane potranno essere rimpatriati in maniera diretta e con procedure semplificate. Parallelamente il Governo italiano firmerà un decreto che concede il permesso di soggiorno temporaneo previsto dall'articolo 20 del Testo unico sull'immigrazione. Il ricorso a questo permesso temporaneo consentirà a parte dei migranti già approdati in Italia di raggiungere anche altri Paesi.
"Il permesso è valido per tutta l'area di Schengen", spiega Berger. Governo e Regioni hanno pertanto aggiornato l'accordo di fondo dello scorso 30 marzo: i punti centrali sono una distribuzione dei migranti su tutto il territorio nazionale, l'attivazione dell'articolo 20 sui permessi temporanei e maggiori funzioni esercitate dal sistema della protezione civile. Si stima che la gran parte degli immigrati nordafricani intenda transitare in Italia per raggiungere i Paesi francofoni e si prevede che quindi solo tra 3mila-4mila di loro resteranno in Italia. "Questi ultimi potranno muoversi liberamente ma se non esprimono preferenze sulla destinazione verranno ripartiti tra le Regioni in misura equa e proporzionale alla consistenza della popolazione", sottolinea Berger.
L'Alto Adige vedrebbe quindi confermata la proiezione di una trentina di rifugiati politici da accogliere, "a cui si aggiugono i migranti assegnati sulla base dell'articolo 20, al massimo l'1% dei citati 3-4mila che restano in Italia", chiarisce Berger. "Dopo la seduta di oggi un eventuale centro a Vipiteno è quindi fuori discussione, anche se non si può ancora capire come la situazione si evolverà in futuro." L'incognita resta infatti l'evoluzione dei flussi di rifugiati politici, ad esempio dalla Libia o in fuga da altri Paesi africani in guerra transitando dalla Tunisia. "Dobbiamo essere pronti a mettere a disposizione ulteriori opportunità di soggiorno in tempi relativamente brevi, con l'attivazione della protezione civile", conclude il vicepresidente Berger.


