BOLZANO. La tensione sul tema migranti, e soprattutto sulla gestione dei 400 fuori quota, resta alta in provincia di Bolzano. Ieri si è mobilitata anche la Garante per l’Infanzia sottolineando che «i minori di 18 anni non possono essere lasciati in strada, anche perché la situazione con l’inverno alle porte è destinata ad aggravarsi. In una scuola bolzanina ci sono dieci giovani fuggiti in Alto Adige attraverso la rotta balcanica o l’Austria, e che hanno trovato qui accoglienza grazie ad organizzazioni umanitarie. Minori che domani potrebbero essere senzatetto e non frequentare più la scuola», sostiene Paula Maria Ladstätter. La Provincia ne ha preso atto e ha rivisto la sua circolare includendo tra le persone vulnerabili tutti gli under 18, che avranno dunque un tetto nonostante il giro di vite sui «fuori quota». La giornata di ieri è stata proficua per almeno tre ragioni: innanzitutto c’è stato un incontro chiarificatore tra Provincia e Caritas (le due parti si sono riavvicinate dopo la chiusura del nucleo accoglienza che ha mandato in tilt Comune di Bolzano e operatori Assb), in secondo luogo la prossima settimana ci sarà un «tavolo tecnico» a cui prenderanno parte anche Volontarius, Sis e Questura («le circolari non saranno più calate dall’alto», assicura Paolo Valente della Caritas) e infine sono in dirittura i lavori a maso Zeiler, a Bolzano, dove saranno ospitati 25-35 migranti.

Kompatscher dal ministro Alfano. L’appuntamento è per domani a Roma. «Il problema della collocazione dei fuori quota è già stato affrontato con il ministro», ricorda Arno Kompatscher. Ma nulla è stato risolto e sono 400, questa la stima del presidente provinciale, i migranti che si muovono autonomamente nel territorio senza essere inseriti nelle quote nazionali di suddivisione tra le regioni. Il problema sta esplodendo a Bolzano. Il sindaco Renzo Caramaschi continua a chiedere alla Provincia di affrontare il tema dei «fantasmi», non censiti, che ricadono praticamente tutti si Bolzano. Ad Alfano, anticipa Kompatscher, verrà chiesto di «inserire anche queste persone nel sistema nazionale di riparto. Mi auguro che vi siano i margini per una soluzione immediata, anche perché il problema non riguarda solo la nostra Provincia, ma tutte le zone di confine».

L’apertura della Caritas. L’incontro tra l’assessora Martha Stocker e Franz Kripp ha segnato un primo, vero, riavvicinamento con la Caritas. Le due parti torneranno a collaborare ma le differenze restano, come si evince dalle dichiarazioni di Paolo Valente. «Valutiamo positivamente l’organizzazione di questo tavolo, con tutte le parti in causa. Il nostro auspicio è che l’accoglienza diventi umana, nel senso più ampio del termine. Noi, di sicuro, non vogliamo fare quelli che buttano le persone in strada. Tra i “fuori quota” va fatta chiarezza: stabiliamo chi rientra tra i richiedenti asilo e chi tra le persone senza fissa dimora. I diritti di queste persone, oggi, sono ancora poco chiari. Basta, dunque, con la politica a spanne e con le decisioni prese a seguito delle pressioni dell’opinione pubblica. Non chiuderemo il servizio di consulenza della Caritas, mentre per il nucleo di accoglienza vedremo cosa fare».

Volontarius: noi sempre in strada. «Stiamo a fianco delle e persone in difficoltà in un’ottica di welfare partecipato. Nessuna persona può essere abbandonata a sé stessa e per nessun motivo può essere ignorata, a maggior ragione se minore o in particolare difficoltà. La presenza sul nostro territorio di sempre più di persone in fuga da situazioni di guerra, violenza, discriminazione e fame non può più essere considerata un “fenomeno emergenziale”, Su questa linea, Volontarius stimola la costituzione di un tavolo strategico».

Profughi nei masi. A tutt’oggi «mancano 300 posti per i profughi da sistemare nel 2016». Heiss (Verdi) ha proposto i masi gestiti da Laimburg e Martha Stocker si è detta possibilista.