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BRENNERO. Ne sono arrivati quaranta, anche lo scorso fine settimana, al Brennero. Erano stipati su un treno merci e cercavano di proseguire il loro viaggio della speranza verso il Nord Europa oltrepassando il confine austriaco prima e tedesco poi. Ma sono stati individuati e fatti scendere dai poliziotti in servizio alla stazione. Ad impressionare sono i giacigli di fortuna ricavati all'interno dei vagoni, nella pancia dei tir partiti da Bolzano. Se il treno merci arriva di giorno è tutto più facile per le forze dell'ordine perché è impossibile non vedere un sacco a pelo verde o azzurro incastrato tra le ruote di un camion ma se il convoglio (e ce ne sono tanti) passa di notte l’impresa non è affatto impossibile. Con il buio pesto non sempre le torce riescono ad individuare i migranti che sono disposti a tutto - anche a viaggiare per ore sottozero schiacciati contro la fiancata di un autoarticolato - pur di raggiungere il fratello, il marito o un amico che ha trovato una sistemazione decorosa lontano da Paesi dilaniati dalla guerra o da cruente lotte religiose. I profughi, e tra loro ci sono anche diversi minorenni, sanno perfettamente di rischiare la vita, proprio come a bordo dei barconi su cui hanno raggiunto la terra ferma partendo dalla Libia o dal Marocco. Sanno bene che ci sono già stati diversi morti assiderati (in Tirolo) e che qualcuno (come Abel, 17 anni) è finito sotto un treno (a Bolzano). Ma l'hanno messo in conto e hanno deciso di rischiare. Pur di cambiare vita. L'altro giorno, al Brennero, sono stati fatti scendere, uno ad uno, e gli agenti hanno consegnato loro un foglio con l’invito a presentarsi in caserma in base all'articolo 15 del Tulps, il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. «La S.V. - si legge - è invitata a presentarsi presso l’ufficio stranieri della Questura di …. in data...alle ore..., munita di un valido documento per regolarizzare la Sua posizione di soggiorno».
«Lo leggono - racconta uno dei residenti che monitora la stazione quotidianamente - ma non sempre lo capiscono. Di sicuro lo accartocciano nel giro di una manciata di minuti e lo buttano via. Lo scorso fine settimana ne abbiamo raccolti alcune decine accanto ai binari e nel bosco. I migranti, però, poi si riorganizzano. Tornano a Vipiteno e cercano un'altra via per proseguire il loro viaggio della speranza. E non di rado si tratta di un altro merci in direzione Brennero».
Venerdì scorso i più coraggiosi hanno sistemato decine di cartoni a terra, all'aperto. In attesa del convoglio successivo in arrivo dal capoluogo altoatesino. Ma al Brennero, a dicembre, si congela. Il rischio di morire assiderati aumenta con il passare delle ore.
Il lavoro, per chi fa i controlli, è quasi improbo. I treni merci sono lunghi oltre mezzo chilometro e non si può pretendere di riuscire a far scendere tutti. Specie di notte. Forse tocca alla politica iniziare ad elaborare strategie mirate, anche perché i flussi migratori non possono più essere considerati un’emergenza. Anzi, le proiezioni dicono che i passaggi sono destinati ad aumentare. E non dureranno pochi mesi, ma parecchi anni.
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