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MERANO. Mille Schützen marceranno oggi, dalle 14.30, per ricordare il 202esimo anniversario dalla morte di Andreas Hofer. La vigilia è l'occasione, per il comandante Elmar Thaler, per ribadire che «il 24 aprile sfileremo anche a Bolzano e saremo tanti». Il ritrovo dei cappelli piumati è in Corso Libertà e ad osservarli ci saranno anche gli agenti della Questura. Non è considerata una manifestazione a rischio ma la polizia vuole capire se nei discorsi ufficiali saranno fatti o meno riferimenti alla manifestazione del 24 aprile, a tre settimane dall'Adunata degli alpini. L'ospite d'onore della commemorazione di oggi è il Landeskommandant tirolese Fritz Tiefenthaler, ma gli occhi saranno puntati sul comandante altoatesino degli Schützen Elmar Thaler, che a poche ore dalla manifestazione parla di patrioti, alpini, fascismo e monumenti. Comandante, qual è il significato, oggi, della commemorazione di Andreas Hofer? «È un patriota tirolese per tutti i tre gruppi linguistici di questa terra. Quest'anno, tra l'altro, avremo una nutrita delegazione di Schützen dal Trentino, visto che è stata spostata la manifestazione in programma a San Romedio. Ci saranno anche molti esponenti politici che ancora oggi si riconoscono nei valori di Hofer». Ma secondo lei anche gli italiani dell'Alto Adige lo considerano un eroe? «Chi viveva qui prima del 1918 sicuramente sì. Gli altri probabilmente no e lo si intuisce da una distinzione di fondo: parlano di Alto Adige e non di Sudtirolo». Oggi a Merano ci sarà anche la polizia per capire se farete riferimento alla marcia del 24 aprile a Bolzano. La sfilata è confermata? «Sì, certo. E sono convinto che saremo in tanti». Ma non ritiene che molti possano considerare una provocazione marciare nel capoluogo a 3 settimane dall'Adunata degli alpini? «Mah, non capisco perché. Gli alpini è giusto che facciano l'Adunata ma dalle penne nere sto ancora aspettando una presa di distanza sul fascismo. Devono dirci che sono consapevoli di sfilare davanti al monumento alla Vittoria o accanto al Duce a cavallo». Ma gli alpini non fanno politica. Sono impegnati in missioni di pace in mezzo mondo. Non ritiene questa polemica fuori dal tempo? «A noi basterebbe che non fossero più messe corone davanti ad un monumento del periodo fascista ma c'è sempre chi non perde occasione per farlo». Ifesteggiamenti per il bicentenario hoferiano sono durati due anni e gli alpini, al pari dei residenti di lingua italiana, non li hanno ostacolati in alcun modo. Non potrebbero fare lo stesso gli Schützen con l'Adunata? «Sono due piani di ragionamento davvero diversi. Noi non siamo contro gli alpini, ma ci aspettiamo che i vertici delle penne nere facciano un passo nella nostra direzione prendendo le distanze dai relitti fascisti».
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