La pioggia non ha affatto spento l’entusiasmo della copiosa schiera di bolzanini che armati di scarpe di vernice hanno dedicato la serata di venerdì al tango argentino.

Il Festival Bolzano Danza è terminato in una batteria di spettacoli tra l’Hip Hop della compagnia tedesca Renegade e i laboratori di jazz e flamenco. Spettacoli a base di acrobazie a ritmo spinto, e una carica espressiva fatta di movimenti veloci, piroette e salti. Varcare le porte del foyer del teatro comunale era come scendere nelle strade dei break dancers, sotto il ritmo compulsivo dei bassi.

Ma gli ultimi ad abbandonare il teatro comunale, a tarda sera, sono stati gli spettatori/ballerini della Milonga, lo spettacolo di tango argentino del quintetto TangoX3.

Piazza Verdi era stata adibita a balera, con lo spazio riservato ai musicisti, illuminata e perfetto, e il resto a disposizione per il pubblico ballante, con un piccolo bancone bar allestito sotto i portici del teatro comunale e eleganti salottini di vimini per riposarsi tra un brano e l’altro. Ma a pochi minuti dalla battuta d’inizio il maltempo ha ricacciato tutti sotto il porticato, e costretto gli organizzatori a smontare in tempo record tutte le attrezzature per salvarle dal temporale incombente.

Nella sfortuna però, come spesso avviene, si sono create le condizioni per una serata anche migliore di quella organizzata. Senza il supporto delle apparecchiature, il quintetto, rapidamente spostato nello studio nel basamento del teatro, si è ritrovato a suonare “unplugged”, senza amplificazione, e chi voleva ballare ha preferito di gran lunga le assi di legno del pavimento dello studio, al porfido della piazza. Per un momento l’atmosfera è mutata, e Bolzano ha cambiato pelle diventando un sobborgo di Buenos Aires.

Grandi classici del tango, compresi quelli forse troppo consumati dalle colonne sonore della pubblicità, per regalare agli appassionati alcune ore di note suadenti, e tacchi sul legno, e gonne al vento e intrecci di gambe e sguardi.