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BOLZANO. Un altro regalo all’Enel, attraverso Se Hydropower di cui Enel detiene il 40%? Un altro tassello nel caso dell’energia provinciale? Dopo le grandi concessioni idroelettriche, i riflettori si spostano sulle piccole derivazioni. Sono i Verdi a sollevare dubbi su una operazione di prolungamento delle concessioni di otto piccole derivazioni, una costola della maxi gara sulle 13 grandi derivazioni oggetto ora di processo. Il giallo verrà presentato lunedì in una assemblea organizzata a San Candido dalla lista civica (alle 20 alla Casa Resch). Ci sarà anche Riccardo Dello Sbarba, autore della ricerca sulle carte e firmatario di una interrogazione con Hans Heiss.
Le dimissioni. Intanto lo scandalo Sel ha provocato altre dimissioni. Armin Kager ha rinunciato all’incarico di direttore di Se Hydropower. Le dimissioni sono state ratificate giovedì dal consiglio di amministrazione della società. Kager resta all’interno di Sel Spa con le mansioni di ingegnere. La rinuncia alla direzione di Se Hydropower è sembrato un atto scontato, dopo le rilevazioni dell’inchiesta e dell’avvio di processo sullo scandalo Sel. È dal computer di Kager che gli inquirenti ottengono la prova che il 14 aprile 2006 (quattro mesi e mezzo dopo il termine della gara fissato al 30 dicembre 2005) Kager effettuò l'ultima variazione dei piani ambientali della Sel per la gara sulle grandi concessioni .
Il nuovo caso. E questi sono i dubbi sollevati ora dai Verdi sulle piccole derivazioni (Fontana bianca, Longiarù, Predoi, Stegona, Pontives, Selva Gardena, Versciaco e Pracomune). Con efficacia dal 1 gennaio 2011 Se Hydropower (60% Sel, 40% Enel) ha acquistato dall’Enel il ramo delle piccole derivazioni per 20 milioni di euro. Si tratta di un passaggio dell’accordo preliminare Sel-Enel dell’ottobre 2008, chiuso un anno dopo, in cui spiccavano gli accordi sulle grandi derivazioni. Qui Dello Sbarba punta il dito: «Nell’accordo si legge che le 8 piccole derivazioni da 20 milioni di euro scadranno il 31.12.2029, ma le date non tornano. C’è anzi un vero e proprio giallo sulla scadenza. Nell’accordo del 2008 si parla del 2019, ma nella pubblicazione ufficiale della Provincia “Le centrali idroelettriche in Alto Adige” nell’edizione 2007 o 2009 per le 8 mini idro viene indicata la data di scadenza del 2010. Secondo le nostre informazioni, la data nell’opuscolo provinciale non è un errore di stampa ma farebbe riferimento a un parere dell’ufficio legale della Provincia». Qual è il punto? Il valore. «Sotto i 3 Mw non sono previste gare, ma va effettuata una verifica delle condizioni di concessione. Con le attuali normative ambientali, il rinnovo della concessione avrebbe comportato un aumento del deflusso minimo vitale e dunque minore acqua per le centrali e minori introiti . Sembra che gli uffici della Provincia avessero iniziato le pratiche di rinnovo delle 8 concessioni, ma che la procedura sia stata bloccata. Risultato? Per altri 19 anni le concessioni vengono esercitate alle vecchie condizioni, potendo godere su maggiori introiti. Un regalo a Hydropower? Servono chiarimenti sull’effettiva data di scadenza». Heiss, Brigitte Foppa e Sepp Kusstatscher sottolineano: «Siamo orgogliosi del lavoro di scavo effettuato da Dello Sbarba. Come Verdi facciamo emergere le zone opache della politica energetica, ma avanziamo anche proposte».
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