MERANO. Entro il mese di maggio dovrebbe essere pronto lo studio di fattibilità per un minimetro sotto Monte Benedetto, attraverso il lungo tunnel stradale da 2,6 chilometri che sarà scavato sotto la città, verso l'imbocco della val Passiria. Lo ha confermato il presidente della Comunità comprensoriale del Burgraviato, l'altro giorno durante la presentazione del progetto «Namobu». Certo, si parla di progetti e quindi il condizionale è d'obbligo, ma proseguendo sul "percorso" delle intenzioni concrete, soltanto in un secondo tempo - ammesso che il minimetro venga realizzato - verrà ripreso in considerazione il progetto dell'impianto a fune che dovrebbe collegare Tirolo a Scena. Andandola a vedere nel dettaglio, la proposta elaborata dall'ingegner Manfred Ebner prevede di sfruttare il tunnel stradale tra la stazione ferroviaria e la zona artigianale di Tirolo - il capolinea potrebbe essere all'altezza del deposito militare - dopo essere passato sotto Monte Benedetto. Secondo Ebner basterebbe aumentare il diametro del tunnel di 25 centimetri per consentire di realizzare sotto l'asse stradale il binario per un minimetro trainato a fune. Chiaro anche il percorso del minimetro: partenza in superficie alla stazione (zona ex deposito bagagli), arrivo alla polveriera di Tirolo, dove è prevista la realizzazione di un parcheggio e da dove dovrebbe essere costruita la nuova cabinovia per Scena e Tirolo. In alternativa il collegamento diretto Merano-Tirolo potrebbe essere realizzato al posto dell'attuale seggiovia, con partenza però dall'ospedale Tappeiner. La stazione intermedia dovrebbe essere posizionata nell'ex area militare all'accesso della val Passiria (sotto la strada provinciale), facendo in concreto da ponte centrale delle tre linee verso le tre destinazioni lungo le quali viaggerebbero cabine da otto passeggeri. Il tratto fra due capolinea sarebbe coperto in una decina di minuti, la portata oraria massima pari a 1.200 persone. Un progetto dagli intenti turistici e di miglioramento della mobilità, che ha incontrato favori ma anche suscitato diverse perplessità. L'assessore provinciale ai trasporti, Thomas Widmann, si dice «convinto della bontà dello studio e del notevole impatto positivo che potrebbe portare sulla mobilità nel Burgraviato. Penso che non avremmo addirittura difficoltà a trovare finanziatori o un gestore, vista la potenzialità dell'impianto». D'accordo sulla funivia anche il sindaco di Scena Alois Kröll - è anche presidente del Burgraviato - alle prese con i problemi interni causati da un traffico in continuo aumento che sta pesantemente condizionando la vivilità di residenti e dei turisti di Scena. Perplessità invece sono emerse a Tirolo, sia per il tracciato dell'impianto a fune che per l'attraversamento dello stesso di alcuni terreni coltivati. Ma c'è tempo per trovare una soluzione concordata. Intanto l'assessore Widmann sta sistemando il progetto originale per cercare di ottenere il benestare dei tre comuni. Il collegamento a fune resta la soluzione migliore e quella da tutti auspicata. Nel contempo è quasi pronto anche il progetto per collegare Merano e Scena. «Si pensa - dice l'assessore - di partire dalle Terme e in sotterranea arrivare fino al campo sportivo di Scena passando sotto la ciclabile. Si tratterebbe dell'intervento più delicato e costoso ma i tecnici mi assicurano che è fattibile. Una volta giunti al campo da calcio, il tratto finale sarebbe in funivia per raggiungere il centro di Scena. Fra Merano e la stazione della funivia potrebbe viaggiare una sorta di trenino, a fune, che toglierebbe parte del traffico non solo turistico che gravita sulla città del Passirio e Scena».

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