MERANO. Dall'impasse sulla creazione della nuova commissione edilizia, che dura da almeno sei mesi, le opposizioni ricavano uno strumento per cercare di mettere con le spalle al muro il sindaco e la maggioranza. I partiti di minoranza in schieramento compatto, con l'eccezione delle consigliere cinquestelle, hanno presentato lunedì una richiesta corredata da un numero sufficiente di firme per indurre la convocazione straordinaria del consiglio comunale che dovrà ora riunirsi entro 15 giorni. E si voterà la soluzione illustrata ieri dalle minoranze: si chiede che il sindaco, anziché partecipare in prima persona alla commissione in veste di presidente, deleghi uno fra gli assessori Zaccaria, Rossi e Zanella. È la legge a consentirlo, e vari suoi predecessori hanno fatto altrettanto.

Così, affermano le opposizioni, si troverebbe la quadra, soddisfacendo la proporzionale linguistica (la commissione deve essere composta da 5 membri del gruppo italiano e altrettanti di quello tedesco). "Il nostro è un atto di responsabilità, nel tentativo di ovviare a carenze e superficialità della maggioranza", ha spiegato Giorgio Balzarini, ex vicesindaco, facendosi portavoce dell’iniziativa. In calce al documento la sua firma si affianca a quella degli altri quattro consiglieri della Civica per Merano, dei due della Lega, di Augscheller per la Sinistra Ecosociale e di Enz, fuoriuscito della Svp. Sostegno è stato espresso anche da Freiheitlichen, Bürger Union e Süd-Tiroler Freiheit. L'operazione è stata messa in atto dopo la quarta fumata nera, avvenuta durante l'ultima seduta del consesso civico. "Le proposte di composizione finora formulate - aveva giustificato Rösch ritirando la delibera- non tengono debitamente conto della proporzionale. Il consiglio potrebbe forzare la mano e imporre la nomina di un membro di lingua italiana, ma sono fiducioso che possa essere ancora trovata una soluzione di comune accordo”.

In caso di mancata intesa entro il 16 marzo, la presidente del consiglio comunale Francesca Schir ha comunicato di voler fare appello a Kompatscher affinché nomini un commissario che componga l'organismo d’ufficio. Ed è in questo frangente che s'incunea la strategia delle minoranze: "Con questa mossa si dovrà arrivare a votare la nostra proposta". Che, se fosse approvata, si trasformerebbe in uno smacco per la maggioranza. "In caso di bocciatura della nostra soluzione, se ne assumeranno la responsabilità. Quello che chiediamo - hanno continuato i rappresentanti d'opposizione - è un passo indietro del sindaco. Non possiamo permettere che sia un commissario a determinare l'organismo che regola la gestione del territorio, competenza primaria di un'amministrazione. Non ultimo, lo stesso segretario comunale ha espresso dubbi di legittimità sull'attuale situazione, con la vecchia commissione ancora esercitante". L'impasse aveva preso forma quando come proprio delegato l'Azienda di Soggiorno, contrariamente alle consuetudini, aveva espresso un nome del gruppo etnico tedesco, l'architetto ed ex assessore Angelika Margesin, scompaginando così la parità linguistica all'interno dell'organismo in via di formazione.

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