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BOLZANO. Il Dalai Lama è arrivato ieri a Bolzano, per la quarta volta, accolto dal presidente Durnwalder che oggi consegnerà alla guida spirituale del popolo tibetano il "premio delle minoranze". Tenzin Gyatso, quattordicesimo Dalai Lama, è un faro di speranza per tutti i popoli oppressi della terra e un esempio di come una grande spiritualità può essere accompagnata da un costante anelito alla tolleranza. Dopo il premio, proprio di questo parlerà all'Eurac (alle ore 14): di come le tante religioni della terra possano trovare, sul comune terreno della pietà e della carità, innumerevoli elementi di dialogo.
Figura emblematica della causa del suo popolo e maestro spirituale tra i più ascoltati del nostro tempo, il Dalai occupa un posto di assoluto prestigio nel nostro mondo. La sua figura è diventata familiare all’opinione pubblica internazionale soprattutto dopo che gli è stato attribuito il Premio Nobel per la Pace nel 1989. Il premio delle minoranze è una delle onorificenze provinciali più prestigiose e l'attribuzione al Dalai Lama è stata motivata per il suo continuo impegno a difesa dei diritti del suo popolo oppresso dalla nuova Cina. E più volte Tenzin Gyatso, una volta anche guida temporale del Tibet in esilio, ha richiamato il nostro Statuto d'autonomia come l'esempio di maggior successo nel mondo di risoluzione pacifica dei conflitti nazionali e etnici e di tutela delle minoranze.
Da anni sono frequenti gli scambi fra Alto Adige e rappresentanti tibetani in esilio, interessati a studiare il modello autonomistico della Provincia e stretti sono sempre stati anche i contatti personali fra Durnwalder e il Dalai per il suo instancabile impegno a favore della causa tibetana, segnato sempre dalla non violenza. «Siamo molto orgogliosi di poter accogliere a Bolzano il Dalai Lama - sottolinea Durnwalder - siamo onorati che abbia accettato il nostro invito e sia venuto di persona a ricevere il “premio delle minoranze"».
Tenzin Gyatso soggiorna al Laurin e questa mattina attraverserà la strada per raggiungere Palazzo Widmann dove alle ore 9 incontrerà nel suo ufficio Durnwalder, quindi alle 9.30 riceverà da tutta la giunta provinciale l’onorificenza nel corso di una cerimonia. Successivamente il pranzo al Parkhotel. Alle 14 la conferenza all’Eurac che sarà occasione per parlare del suo libro “La felicità al di là della religione”, edito dalla (Sperling & Kupfer). "Io stesso sono un religioso - scrive il leader del buddismo - ma la religione non può, da sola, fornire una risposta a tutti i nostri problemi”. Il libro lancia un messaggio rivoluzionario: per superare gli scontri fra religioni, le polemiche tra atei e credenti, il razzismo e l'intolleranza in nome della fede, l'unica soluzione è andare al di là della religione. La nuova via suggerita dal Dalai Lama è quella di congiungere la compassione (il principio spirituale da cui nascono gli altri valori interiori) alla ragione per dare origine a un sistema di etica laica che - indipendentemente dalla fede o dalla sua assenza - informi le azioni di tutti, dalle persone comuni a chi ha compiti di responsabilità e governo. Solo apprezzando la nostra comune umanità potremo vivere in armonia e trovare la felicità. ©RIPRODUZIONE RISERVATA


