BOLZANO. Oltre ai 13 mila inquilini dell’ Ipes distribuiti sull’intero territorio provinciale, anche i 700 assegnatari di alloggi comunali a Bolzano, se hanno determinati requisiti, potranno avere diritto alla detrazione d’imposta per i canoni di locazione.

Dell’altro pomeriggio il via libera dell’amministrazione comunale che ha stabilito che anche i suoi alloggi sono da considerarsi “sociali” in quanto costruiti interamente dall’ente pubblico, per dare una risposta ai meno abbienti. «Ciò significa - spiega Marco Pirolo, responsabile del Caaf della Cgil - che anche gli appartamenti comunali, oltre a quelli Ipes, rientrano nella fattispecie fissata dal legislatore nazionale per concedere la detrazione fiscale».

Ma ciò significa che tutti gli inquilini di alloggi Ipes e comunali hanno diritto alla detrazione indipendentemente dal reddito?

«Per avere la detrazione bisogna avere un contratto d’affitto, la residenza e la dichiarazione che quello in cui si vive è un alloggio sociale. Poi la detrazione d’imposta varia in base al reddito».

A quanto ammontano le detrazioni?

«La legge dice che ai titolari di contratti di locazione di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale, spetta per il triennio 2014-2016 una detrazione ai fine Irpef pari a 900 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71; l’importo si dimezza (450 euro) se il reddito complessivo supera i 15.493,71 ma non i 30,987,41».

Ma un inquilino deve andare in Comune a farsi fare una dichiarazione in cui si attesti che l’alloggio è “sociale”?

«No. Il diritto alla detrazione fiscale è un diritto soggettivo, che può essere esercitato dall’inquilino sotto la propria responsabilità».

Tale diritto può essere fatto valere anche da coloro che hanno un reddito tanto basso che non presentano neppure la dichiarazione.

«Per questo invitiamo gli inquilini Ipes o delle case comunali a venire nei nostri uffici, o in qualsiasi altro Caf, a farsi fare una verifica gratuita, per vedere se hanno o meno diritto alla detrazione. Se ce l’hanno, è bene facciano la dichiarazione, perché così avranno un credito d’imposta che potranno far valere, anche in futuro, nei confronti del fisco».

Il Caaf della Cgil in questi giorni sta richiamando circa 1700 inquilini dell’Ipes che hanno fatto la dichiarazione dei redditi, quando ancora non era chiaro se l’alloggio dell’Istituto rientrasse o meno nella fattispecie prevista a livello nazionale.

Il chiarimento è stato fornito prima dall’Agenzia delle entrate e poi a livello parlamentare.