BOLZANO. «Gentili amministratrici e amministratori, in questi mesi molto si è detto ed altrettanto si è scritto in merito alla riforma dei vitalizi degli ex consiglieri regionali». Comincia così la lettera che il presidente del consiglio regionale Diego Moltrer ha inviato agli amministratori locali. Allegato alla missiva, uno schema di sintesi che riassume la nuova normativa approvata a inizio luglio tra infuocate polemiche. L’accusa mossa da più parti ai consiglieri regionali, dopo mesi di scontro aperto, è di avere partorito un topolino, una legge frutto di una serie di compromessi che hanno depotenziato la riforma. Critiche che Moltrer ha sempre respinto al mittente, difendendo il lavoro fatto per porre rimedio allo scandalo delle superliquidazioni agli ex consiglieri frutto delle attualizzazioni approvate nella passata legislatura. E così il presidente del consiglio regionale ha deciso di prendere carta e penna e di scrivere a consiglieri, assessori comunali e Comunità di valle trentine per «dipanare», come scrive, «la nuova legge regionale». Primo concetto: i vitalizi non esistono più. Dal 2008 gli eletti, unici in Italia, non ne hanno più diritto. Moltrer spiega poi che «non esiste alcuna pensione per i consiglieri eletti nelle due ultime legislature, è prevista una previdenza complementare» (che è comunque una pensione, ndr). Fa quindi il punto sull’età pensionabile con la possibilità di anticipo prevista per chi ha maturato tre o più legislature al termine della XV legislatura. Infine il capitolo dei soldi che verranno recuperati per effetto della riforma, «29,4 milioni netti pari al 54% di quanto erogato per effetto della legge 6 del 2012», più ulteriori risparmi per la riduzione degli assegni vitalizi e delle indennità dell’ufficio di presidenza. Si tratta di recuperi che restano al momento teorici, visto che sulla riforma pendono i ricorsi già annunciati da parte degli ex consiglieri. (ch.be.)