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BOLZANO. È una città sempre più sotto video-controllo, la nostra. Se non per quanto riguarda la telecamere anticrimine, almeno sul versante del traffico stradale. Dopo l’installazione in primavera delle diciassette telecamere ai dodici varchi della Ztl in Centro storico, nella mattinata di ieri sono arrivati i cosiddetti speed check, ovverosia le temute colonnine arancioni poste a lato strada, nate per costringere automobilisti e scooteristi a rispettare i limiti di velocità. Per il momento sono otto ed entreranno in servizio effettivo fra due o tre giorni, al termine dei test tecnici di prova. Senza alcun preavviso. In sei casi il limite da rispettare saranno i quaranta all’ora, nei restanti due i limiti saranno invece di cinquanta chilometri orari. O meglio, i limiti c’erano già. Ora, probabilmente, li si rispetterà di più. Questo, per lo meno, l’intento dei tecnici dell’ufficio mobilità del Comune e del comando della polizia municipale. I rilievi eseguiti sui flussi di traffico, nei mesi scorsi, hanno dato esiti assai deludenti. Prossimamente li si ripeterà, per vedere se e quale effetto abbiano sortito gli speed check.
Il primo ad essere stato visto, da tantissimi bolzanini, ieri mattina è stato quello posizionato davanti al tribunale, in corso Italia. Più dai pedoni, che dagli automobilisti. Perché per chi proviene da piazza Mazzini, la colonnina si avvista solo quando è quasi troppo tardi, semi-celata com’è dall’ampia siepe. A metà mattina, in viale Druso due operai ne stavano montando un’altro, in direzione Merano, poco prima dell’incrocio con via Palermo. A Oltrisarco l’hanno invece piazzato davanti al nuovo supermercato Despar, in direzione del cimitero. Sull’arginale lo si è installato dopo la rampa di entrata da ponte Palermo.
Contattato sul mezzogiorno, il comandante dei vigili urbani Sergio Ronchetti conferma. «Entro la giornata li monteremo tutti e otto, come previsto dal piano dell’assessorato». Tre in viale Druso, uno in corso Italia, uno in via Cadorna, uno in via Claudia Augusta, più altri due in zona industriale, in via Galilei (Twenty) e lungo l’Arginale.
Qualche avviso ai naviganti: lo speed check in piena funzionalità, ossia con misuratore di velocità e fotocamera al suo interno, non sarà presente in tutte e otto le colonnine, che non saranno sempre in funzione. Il macchinario completo in prova al municipio, per ora, è uno soltanto. Lo si posizionerà di volta in volta: una volta qui, una volta là. Passandoci davanti, però, l’automobilista non sarà in grado di comprendere se dentro al tal bussolotto arancione ci sia effettivamente lo strumento o meno. Unica certezza, spiega Ronchetti, è che lo speed check non funziona in entrambi i sensi di marcia, ma soltanto nel verso corrispondente al lato di strada dove è posizionato. Tradotto, avendolo posizionato davanti al tribunale, per chi percorre corso Italia in direzione piazza Mazzini non si rischia la multa, in direzione contraria invece sì.
«Ma noi, e ci tengo moltissimo a ribadirlo, preferiremmo non elevare nemmeno una contravvenzione. Vorrebbe dire che avremmo raggiunto il nostro primo scopo, ossia il rispetto dei limiti di velocità. Lo facciamo per garantire sicurezza ai bolzanini, non certo per fare cassa». In secondo luogo, sostiene il comandante della polizia municipale, «vorremmo soprattutto ridurre drasticamente gli incidenti stradali». Sia in termini numerici sia in termini di gravità. Minore velocità, significa potenziali minori effetti negativi di eventuali scontri.
Ronchetti conclude: «Partiremo fra due o tre giorni, il tempo di eseguire i check tecnici».
Le sanzioni verranno notificate al domicilio dell’automobilista pizzicato, tramite raccomandata, e chi pagherà entro cinque giorni avrà diritto ad uno sconto del trenta per cento. A meno che il limite non si sia superato per più di 40 km/h. Può pure darsi che a notificare sia una pattuglia in tempo reale, anche più avanti del bussolotto arancione. «Abbiamo a disposizione un nuovo congegno, che riceve a distanza i segnali trasmessi dallo speed check».
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