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BOLZANO. Politica altoatesina in fibrillazione dopo la manovra del governo Monti che prevede un taglio di ben 153 milioni di euro alla casse dell'autonomia. La Svp sicuramente non voterà a favore, mentre la direzione del partito ieri ha denunciato il mancato confronto con il Governo. E Durnwalder è pronto ad emettere bond provinciali per recuperare liquidità locale. SVP CRITICA. La Svp prima ha "incassato" la consultazione solo telefonica del premier Mario Monti durante le trattatuive per il suo nuovo Governo, ma ora proprio non ci sta ad «un nuovo taglio di risorse all'autonomia senza la necessaria intesa con Bolzano. Non è accettabile - sottolinea così l'Obmann, Richard Theiner - che siano sempre gli stessi ad essere chiamati alla cassa, questa volta per un assegno di ben 153 milioni di euro». «Capiamo la gravità del momento - aggiunge l'onorevole Siegfried Brugger - ma le regole nei rapporti istituzionali vanno comunque rispettate. Il Governo non può prendere all'infinito soldi da noi, solo perchè negli anni e decenni passati abbiamo amministrato bene. La nostra sarà una posizione critica, sicuramente non voteremo a favore». «Interverremo assieme a Trento - ha poi ricordato il presidente Luis Durnwalder - per chiedere il rispetto di quanto sancito dall'Accordo di Milano stipulato a suo tempo con Tremonti e Calderoli e che stabilisce una procedura di consultazione tra Roma e le nostre autonomie speciali in caso di variazioni nell'assetto dei finanziamenti alle autonomie». BOND PROVINCIALI. Per affrontare meglio la crisi in atto la Provincia sta valutando la possibilità di emettere dei bond provinciali che potrebbero essere acquisiti dal fondo di previdenza complementare regionale Pensplan per garantire una maggiore liquidità agli istituti bancari locali. «Attualmente - ha sottolineato ieri Durnwalder - un miliardo di euro versati nel fondo dai dipendenti e lavoratori altoatesini sono investiti fuori provincia, sarebbe auspicabile se questi soldi restassero in Alto Adige». Magari con una garanzia della Provincia per i suoi titoli, che verrebbero acquisiti da Pensplan a condizione di mettere la liquidità a disposizione delle banche locali, dandole in questo modo un pò di respiro. LA SECESSIONE. Categorico il presidente Durnwalder sulla secessione che la lega Nord è tornata ad invocare. «Meglio la Padania che l'Italia? Non si spostano confini per il proprio tornaconto economico - ha ricordato infatti - anche perchè l'Alto Adige Südtirol ha una autonomia garantita da accordi internazionali. Finchè questi saranno rispettati anche noi non metteremo in discussione l'appartenenza dell'Alto Adige Südtirol all'Italia. La richiesta di una secessione della Padania è poco credibile, perchè arriva da ex ministri, che fino a ieri rappresentavano lo Stato e criticavano coloro che non partecipavano ai festeggiamenti per l'Unità d'Italia. La storia dell' Italia per altro non può essere paragonata con quella della Cecoslovacchia, come ora invece fanno alcuni politici». Oggi nuove trattative, ma poi ci sarà il voto alla Camera.
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