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BOLZANO. Subito via la cancellata dal monumento alla Vittoria e poi il rifacimento del parco, con attraversamento della stessa ara di Piacentini: così assessori in Comune e Provincia rilanciano la discussione sul Monumento, in vista del termine dei lavori.
Rompono gli indugi Patrizia Trincanato, assessore alla cultura (Verdi) e Chiara Pasquali (Pd), assessore all'urbanistica, con l'assessore provinciale alla cultura Christian Tommasini (Pd). «Sono maturi i tempi per decidere cosa fare del monumento alla Vittoria. Più lo si usa, più lo si depotenzia del suo significato originario».
Il Comune l'idea della riorganizzazione del parco attuale, della creazione di un'area verde davanti, con attraversamento del monumento, l'ha già messa nero su bianco nel masterplan. Va ricordato però che il monumento è di proprietà statale, il Comune può solo proporre una soluzione.
In primavera termineranno i lavori di restauro coordinati dalla Soprintendenza di Venezia, con committenza del ministero dei Beni culturali. Il risanamento ha interessato anche la cripta e la dozzina di stanze nell'area interrata.
Patrizia Trincanato esordisce: «Ora che il monumento è stato restaurato, possiamo iniziare a discutere del suo futuro». Ma prima di addentrarsi nei progetti, spiega, «sarebbe veramente bello che al momento della riapertura non venisse più installata la cancellata». Per ragioni di sicurezza la decisione non spetta al Comune, ma al Commissariato del governo. Patrizia Trincanato spiega: «Potremmo partire da questo primo passo. Quell'inferriata ha creato la sensazione di un luogo "altro", poco conoscibile, carico di tensione». Poi, prosegue Patrizia Trincanato, «con la dovuta cautela si potrà ragionare sul resto, coinvolgendo la città». Impossibile dimenticare il trauma di piazza della Pace. La parte sotterranea, prosegue Patrizia Trincanato, «potrebbe ospitare un percorso della memoria sulla storia dei totalitarismi. Credo che la Svp possa essere d'accordo, la convivenza si costruisce così».
Nel centrodestra un'apertura solo parziale. Non viene accettata l'equazione del monumento come simbolo fascista. Così il deputato Giorgio Holzmann (Pdl): «Il monumento deve essere aperto alla città e garantito nella sua sicurezza, eventualmente con cancellate notturne. Oggi è una sorta di Fort Apache, che merita di essere vissuto in modo diverso, perché ha opere artistiche che meritano di essere restituite ai bolzanini». Poi lo stop: «Non va snaturato con altri significati. Il monumento ricorda i caduti della prima guerra mondiale, con il rispetto loro dovuto. Un percorso sul totalitarismo? Non c'entra con la prima guerra mondiale, anche se è stato edificato durante il fascismo».
Così Tommasini: «Le fotografie pubblicate sul giornale sono veramente interessanti, capisci che quello è un luogo su cui lavorare. Il depotenziamento del monumento passa attraverso il riconoscimento di quanto è stato fatto dal totalitarismo. Spero che si riuscirà a utilizzare quegli spazi per raccontare la storia della nostra terra».
Rompono gli indugi Patrizia Trincanato, assessore alla cultura (Verdi) e Chiara Pasquali (Pd), assessore all'urbanistica, con l'assessore provinciale alla cultura Christian Tommasini (Pd). «Sono maturi i tempi per decidere cosa fare del monumento alla Vittoria. Più lo si usa, più lo si depotenzia del suo significato originario».
Il Comune l'idea della riorganizzazione del parco attuale, della creazione di un'area verde davanti, con attraversamento del monumento, l'ha già messa nero su bianco nel masterplan. Va ricordato però che il monumento è di proprietà statale, il Comune può solo proporre una soluzione.
In primavera termineranno i lavori di restauro coordinati dalla Soprintendenza di Venezia, con committenza del ministero dei Beni culturali. Il risanamento ha interessato anche la cripta e la dozzina di stanze nell'area interrata.
Patrizia Trincanato esordisce: «Ora che il monumento è stato restaurato, possiamo iniziare a discutere del suo futuro». Ma prima di addentrarsi nei progetti, spiega, «sarebbe veramente bello che al momento della riapertura non venisse più installata la cancellata». Per ragioni di sicurezza la decisione non spetta al Comune, ma al Commissariato del governo. Patrizia Trincanato spiega: «Potremmo partire da questo primo passo. Quell'inferriata ha creato la sensazione di un luogo "altro", poco conoscibile, carico di tensione». Poi, prosegue Patrizia Trincanato, «con la dovuta cautela si potrà ragionare sul resto, coinvolgendo la città». Impossibile dimenticare il trauma di piazza della Pace. La parte sotterranea, prosegue Patrizia Trincanato, «potrebbe ospitare un percorso della memoria sulla storia dei totalitarismi. Credo che la Svp possa essere d'accordo, la convivenza si costruisce così».
Nel centrodestra un'apertura solo parziale. Non viene accettata l'equazione del monumento come simbolo fascista. Così il deputato Giorgio Holzmann (Pdl): «Il monumento deve essere aperto alla città e garantito nella sua sicurezza, eventualmente con cancellate notturne. Oggi è una sorta di Fort Apache, che merita di essere vissuto in modo diverso, perché ha opere artistiche che meritano di essere restituite ai bolzanini». Poi lo stop: «Non va snaturato con altri significati. Il monumento ricorda i caduti della prima guerra mondiale, con il rispetto loro dovuto. Un percorso sul totalitarismo? Non c'entra con la prima guerra mondiale, anche se è stato edificato durante il fascismo».
Così Tommasini: «Le fotografie pubblicate sul giornale sono veramente interessanti, capisci che quello è un luogo su cui lavorare. Il depotenziamento del monumento passa attraverso il riconoscimento di quanto è stato fatto dal totalitarismo. Spero che si riuscirà a utilizzare quegli spazi per raccontare la storia della nostra terra».
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