BOLZANO. Un risarcimento di 960mila euro alla famiglia di Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto il 21 febbraio dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Lo verserà l’Azienda ospedaliera dei Colli, che riunisce Monaldi, Cotugno e Cto. Si aggiungono 41mila euro di spese legali. L’importo è riportato nella delibera dell’8 ottobre, firmata dalla direttrice generale Anna Iervolino.

Prima dell’accordo, l’azienda napoletana aveva tentato di coinvolgere nella conciliazione anche l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, da cui dipende il San Maurizio di Bolzano, dove era stato prelevato l’organo. Il tentativo è risultato infruttuoso. L’Azienda dei Colli si riserva ora azioni di regresso verso eventuali corresponsabili: potrà chiedere una parte della somma qualora emergano ulteriori responsabilità.

L’intesa riguarda sei familiari: i genitori Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, i due fratellini e due nonni. La richiesta iniziale era di tre milioni di euro. La proposta da 960mila euro è stata accettata il 6 agosto dall’avvocato Francesco Petruzzi. La transazione, precisa l’atto, non costituisce riconoscimento o accertamento della responsabilità personale dei singoli sanitari.

Resta aperto il procedimento penale. Nei mesi scorsi la Provincia di Bolzano aveva attribuito le criticità operative dell’espianto al gruppo di prelievo arrivato da Napoli. La documentazione dell’accordo sarà trasmessa anche alla Procura regionale della Corte dei conti, chiamata a valutare eventuali profili di danno erariale. Il risarcimento chiude il fronte civile tra famiglia e Azienda dei Colli.