BOLZANO. Sarà il risultato dell’autopsia a scandire l’inchiesta della Procura della Repubblica sulla tragedia in sala parto la sera del 4 giugno scorso all’ospedale di San Maurizio. L’indagine è coordinata dal procuratore Markus Mayr che è in attesa di ottenere i risultati definitivi di una serie di controlli clinici in grado di fornire una spiegazione a quanto avvenuto. Non vi sarà invece nessuna inchiesta interna da parte dell’ospedale bolzanino. Il magistrato, invece, intende convocare quanto prima i medici presenti in sala parto la sera della tragedia per ottenere una valutazione di quanto accaduto soprattutto in relazione a quanto sostenuto, nella sua denuncia, dal marito della partoriente che aveva più volte chiesto che si procedesse con taglio cesareo. Richiesta in realtà non accolta in quanto proprio i medici avevano considerato la fase del parto ad un punto tale da non rendere più possibile non proseguire per via naturale.

Sarà proprio questo uno dei punti principali dell’inchiesta, assieme alla necessità di capire se un eventuale taglio cesareo avrebbe avrebbe permesso alla neonata di sopravvivere.

Ovviamente per una valutazione completa sarà necessario ricostruire tutto il percorso seguito dalla donna. Il decorso della gravidenza non aveva evidenziato alcuna anomalia e, nonostante i 12 giorni di ritardo rispetto a quanto previsto, tutto sembrava destinato a seguire l’assoluta normalità. In realtà la bambina non riusciva a nascere ed in sala parto le operatrici hanno eseguito varie manovre per estrarre del tutto la piccina dalla madre. E’ stato necessario usare anche la forza, al punto che alla piccola sarebbe stata lussata una spalla. Subito dopo la situazione sarebbe precipitata.

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