MERANO. L'inchiesta sulla sciagura ferroviaria della Val Venosta non è ancora arrivata al termine. Ieri mattina il quarto consulente tecnico del pm ha presentato i primi risultati della perizia: il filtro della valvola dell'impianto di irrigazione aveva già subìto una rottura. L'ingegner Pietro Pasqualetto di Scorzè, il quarto consulente tecnico del sostituto procuratore Axel Bisignano, non ha ancora consegnato la sua perizia effettuata sulla valvola dell'impianto di irrigazione che - secondo gli inquirenti - provocò il disastro che uccise nove persone.


Ma ieri mattina, davanti al pm e al procuratore capo Guido Rispoli, l'esperto ha già presentato una serie di accertamenti fotografici effettuati nei mesi scorsi. Secondo il consulente tecnico - che sin dall'inizio ha avuto il compito di stabilire se vi era un difetto nella produzione e per quale motivo la valvola si è rotta - ha scoperto che il problema è partito da un filtro che si trovava all'intero del sistema di irrigazione.

«Dagli accertamenti tecnici - sottolinea il procuratore capo - è emerso che questo filtro aveva già subìto una precedente rottura. Cosa era successo? Chi si è accorto della rottura, anziché sostituire la valvola, ha messo del semplice mastice, pensando che bastasse».

Invece il filtro, a causa della forte pressione dell'acqua, si è nuovamente rotto, facendo fuoriuscire l'acqua che infine ha provocato la frana mortale. Lo stesso consulente, che per mesi ha lavorato a stretto contatto con i carabinieri di Silandro, è riuscito infine a risalire alla valvola. In un primo momento, infatti, non era chiaro dove fosse stata prodotta. Ma grazie al lavoro degli uomini dell'Arma alla fine l'ingegnere è riuscito ad avere in mano una valvola identica a quella sequestrata dalla Procura, per poi risalire all'origine del problema.

«Ovviamente - conclude il procuratore capo Guido Rispoli - per il momento non sappiamo chi abbia sistemato il filtro rotto della valvola. Questo significa che presto avremo un nuovo profilo di responsabilità. Parliamo di un sistema di irrigazione posizionato in prossimità della ferrovia. Ma anziché sostituire la valvola è stato messo del mastice. Dagli accertamenti del consulente tecnico è emerso comunque che non vi era in nessun caso un difetto di produzione».

Per il momento gli indagati iscritti a registro sono otto ma il numero degli inquisiti è destinato ad aumentare. La Procura sta lavorando su tre fronti penali: frana colposa, disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Dagli ultimi accertamenti non vi sono dubbi: a provocare il tragico smottamento è stata l'ennesima rottura del filtro che si trova all'interno della valvola di irrigazione.

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