BOLZANO. Dipingeva l’universo e i pianeti. Gli spazi tra le stelle guardando il cielo con gli occhi di un artista. Raffaelle Trappin è stato un maestro altoatesino del futurismo tra gli anni ’70 e gli anni ’90 aiutando generazioni di giovani a crescere nel difficile mondo dell’arte. L’altro giorno è mancato lasciando i figli Manuella Eva e Davide, molti appassionati e tanti bolzanini che aveva conquistato con il suo carattere esuberante all’interno del suo atelier e negozio di tappeti orientali in via Duca d’Aosta davanti a piazza Tribunale.

Trappin è nato a Bolzano nel 1938 e ben presto ha frequentato il seminario come piuttosto comune a quei tempi. Il suo amore per l’arte, però, lo porta ben presto a girare il mondo per crescere e provare a imporsi. Comincia da ragazzo a subire il fascino magnetico dell’universo. «Ammiro i pianeti e la musicalità contenuti in essi».

Dopo il periodo di formazione è negli anni ’70 che l’opera di Trappin comincia ad essere riconosciuta e valorizzata. Vince numerosi premi e partecipa a decine di concorsi, ma la medaglia più bella, forse, è quella di tanti allievi che cominciano a considerare Raffaele un maestro da seguire.

Tra esposizioni personali e collettive mette in atelier diversi riconoscimentidi valore. Nel 1973, per esempio, è medaglia d’oro al Premio Caravaggio in un concorso con valenza nazionale. Nel 1974 ecco arrivare il Premio Sciarca con tanto di medaglia d’oro al concorso di pittura e musica di Campione d’Italia. Un riconoscimento particolarmente apprezzato da chi ha sempre cercato un punto di contatto tra l’arte del pennello e quella delle sette note. Nel 1975 è premiato all’Expo di quell’anno e vince la cartolina della quarta mostra filatelica Nazionale all’Arena di Verona.

Oggi le sue opere figurano in collezioni private in Italia e all’estero dove ha lavorato per diversi anni.

Alla fine degli anni ’90 decide di aprire con i due figli l’Atelier Trappin di via Duca d’Aosta: un luogo artistico che, per la prima volta, porta in città anche il commercio di tappeti orientali. Innovativo come sempre è il primo ad aprirne un laboratorio di restauro. L’idea funziona e l’attività dura da 25 anni. Davide e Manuella Eva lo salutano con orgoglio e invitano tutti i cari e i conoscenti per l’ultimo saluto fissato alle 14.30 di martedì nella chiesa di Regina Pacis di via Dalmazia. In seguito ci sarà la cremazione della salma all’interno del cimitero di Maso della Pieve.

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