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SALORNO. In paese le voci si fanno sempre più insistenti e c’è chi assicura che, da mesi, vi sia un nuovo luogo di culto islamico in via Nazionale. Di sicuro il Comune ha iniziato una serie di verifiche e aperto un procedumento per verificare «l’adeguatezza dell’attività svolta» in un magazzino. La giunta vuole capire, in sostanza, se sono state violate delle norme, anche sotto il profilo amministrativo. Stiamo parlando della recente interrogazione presentata dalla Lega Nord sulla presenza (ancora tutta da dimostrare) di una nuova “moschea”, che sarebbe stata ricavata all'interno di un capannone, al civico 44/19 di via Nazionale, poco distante da due officine. «Il via vai - sottolinea il consigliere comunale del Carroccio Mario Tondini - è costante e si è registrato un picco di presenze soprattutto durante il ramadan, dalle 19 in poi. Solitamente i cittadini di fede musulmana uscivano dai locali entro le 22». Per la Lega Nord si tratta di un vecchio “cavallo di battaglia” visto che della questione si era già occupata con una certa insistenza (con una manifestazione lungo la Statale) per l'ex magazzino di frutta, in via Nazionale, che il Comune aveva poi provveduto a far chiudere. «Il nuovo luogo di preghiera - spiega Tondini - in base alle nostre informazioni si trova un centinaio di metri più a Sud del precedente, ma sull'altro lato della strada».
In realtà la questione non è così semplice perché bisogna capire se i locali sono stati utilizzati o meno nel rispetto della licenza d'uso. Ma anche a chi sono stati affittati e a che scopo.
Una serie di verifiche che il Comune ha già iniziato a fare, soprattutto dal punto vista urbanistico. Ma per avere le risposte bisognerà attendere almeno un mese. Per ora la Comunità musulmana ha preferito non prendere posizione.
La posizione della giunta. Il sindaco Giorgio Giacomozzi, in una risposta scritta a Tondini, spiega che si tratta della p.ed. 853 e della p.m. 13. «L’amministrazione comunale - spiega il sindaco - non è a conoscenza delle attività svolte. Per accertarlo e decidere quindi sull’adeguatezza è stato avviato un procedimento ai sensi della legge n.17 del 22/10/1993».
Ai sensi della normativa, spiega il sindaco, non è più necessario che venga richiesta l’autorizzazione al Comune «prima di insediare un’attività in zona produttiva».
La particella edilizia è intestata ad una società di leasing con sede in via Weggenstein a Bolzano. «Non è in nostro possesso - spiega il sindaco - documentazione sufficiente a determinare con certezza la natura del contratto tra il proprietario e l’occupante. Il locale risulta attualmente un magazzino e a quell’uso esclusivo è valida la licenza per esso a suo tempo rilasciata».
Vista la delicatezza della materia in questione il Comune ha tutta l’intenzione di vederci chiaro prima di prendere una posizione ufficiale.
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