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BOLZANO. Una sala di preghiera islamica in zona industriale, a due passi da Oltrisarco. L’intenzione è di metterla a disposizione dei fedeli musulmani tutti i giorni dell’anno, per le cinque preghiere quotidiane da rivolgere ad Allah. Al venerdì si celebrerà la funzione settimanale, il sabato e la domenica si terranno lezioni di Corano e di lingua araba per i bimbi. Questo per lo meno è il progetto dell’Associazione Famiglie Magrebine, interessata al piano sopraelevato del civico 1G di via Volta. Mica per prenderlo in affitto, ma per acquistarlo. I soci altoatesini si auto-tasseranno e arriveranno anche fondi da fuori. Non si è ancora concluso, ma si sta trattando, come conferma la stessa proprietà, che rivendica la libertà, da privato, di vendere. Sarà poi il Comune, semmai, a dover vigilare sulle varie autorizzazioni.
Siamo in fondo a via Volta, poco prima di scendere nel sottopasso che conduce a Oltrisarco. Sulla destra una stradina si insinua fra quattro edifici e la ferrovia. Qui ci sono diverse attività artigiane, soprattutto carrozzerie, meccanici, autosoccorsi. L’edificio in questione è piuttosto noto in città, perché nel 2009 era stato interessato da un furioso incendio. Risanato dopo il rogo, attualmente è vuoto, come molti altri locali attigui e come pure nell’intera zona industriale. Il locale in questione è piuttosto ampio, 350 metri quadrati, e si trova al piano rialzato, sopra l’officina CarSystem, gestita da immigrati di origine marocchina. I quali confermano: a Bolzano ci sono due associazioni musulmane. Il Dialogo di via Torino sta trattando per gli spazi dell’ex Hafner di via Negrelli 5, le Famiglie Magrebine di viale Europa 53 stanno trattando per via Volta 1. Ci si vuole integrare, ma mantenendo le proprie radici culturali e religiose. “Integrato non è chi va in discoteca”, chiosa il meccanico.
Conferma l’esistenza delle trattative anche l’amministratore dello stabile: lo stesso proprietario ne ha fatto cenno all’assemblea di condominio soltanto pochi giorni or sono.
Conferma, con dovizia di particolari, il referente dell’associazione famiglie magrebine a livello provinciale, Hassane Khallouki. «Stiamo trattando con la proprietà, la Merlo Srl di via Lancia 8. Per ora ci chiedono qualcosa tipo 240 mila euro». Un po’ troppi, fa capire il presidente dei magrebini, Mohamed Essarti. L’associazione è nata “per la solidarietà e la difesa degli interessi morali e materiali delle famiglie provenienti dall’area del Magreb arabo in Alto Adige”. Come recita il sito web specializzato Islamic Finder, attualmente ha sede in viale Europa 53/d. Comoda, visto che “la moschea si trova vicina alla fermata del bus 5”. Si tratta di una sala affittata dal Comune, che però ha una pecca: superficie di soli 60 metri quadrati. Troppo pochi, per la settantina di soci che la frequentano assiduamente. E poi non c’è parcheggio. In via Volta sarebbe tutta un’altra storia: spazio, parcheggi a iosa. Certo, la cifra richiesta è piuttosto elevata, «ma raccoglieremo i soldi tra noi e ne arriveranno altri da fuori provincia», spiega Khallouki. È sempre meno, però, di quanto sarebbe disposta a spendere l’altra associazione. «Mi dicono che stiano concludendo per 600 mila euro».
Timori e perplessità, esprimono - ma solo a microfoni spenti - numerosi titolari delle attività presenti nello stesso stabile e in quelli attigui. Si fa presente che si tratta di una zona artigianale, che la sala non avrebbe uscite di sicurezza adeguate per ospitare tante persone, che l’intero immobile subirebbe un forte deprezzamento, che il parcheggio di tante auto ostacolerebbe le attività. Si sta solo trattando, però si preferisce subito mettere le mani avanti: meglio non qui.
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