PHOTO
BOLZANO. La fine del ramadan, pochi giorni fa, ha portato bene ai credenti di fede musulmana: per la nuova sala di preghiera islamica di viale Trento è infatti arrivata la concessione edilizia da parte del Comune e nei prossimi giorni inizieranno i lavori di ristrutturazione al pianterreno dell’edificio al civico 18. Il presidente di Jinnah Pakistan, Anwar Shahid, ringrazia sindaco e assessore all’urbanistica, rassicura sul fatto che la struttura non arrecherà alcun disturbo ai residenti e anticipa: «Oltre alle preghiere del venerdì, terremo corsi di lingua italiana e tedesca per le donne, di computer per i bambini e per gli adulti». L’assessore Pasquali commenta: «Dal punto di vista tecnico è risultato tutto in regola; ora, grazie al supporto dei servizi sociali, il municipio avvierà delle iniziative di carattere culturale, di mediazione e di riqualificazione del quartiere». Ma il Pdl non ci sta e con il consigliere Tomada parla senza peli sulla lingua di palese sottovalutazione del rischio idrogeologico, del pericolo di caduta massi e di illegittimità dell’apertura di una sala pubblica ai piedi del (notoriamente franoso) Virgolo.
I pakistani soddisfatti. Ci sono voluti oltre due anni, caratterizzati da innumerevoli polemiche e prese di posizione, specialmente da parte delle forze del centro destra, da Unitalia alla Lega al Pdl, con conseguenti rallentamenti burocratici. Nei giorni scorsi però è arrivata la tanto sospirata concessione edilizia, che riguarda il restauro e il risanamento del pianterreno dell’edificio posto al civico 18 di viale Trento, in passato destinato a falegnameria e acquistato nel 2010 dall’associazione. È occorso un cambio di destinazione d’uso, dunque, da produttivo a terziario. Il medico igienista distrettuale ha dato il proprio via libera, così come positivamente è stata accolta dal Comune la perizia geologica di parte del dottor Zeno Renato Zago. La commissione edilizia comunale non ha potuto far altro che avallare. E i soci di Jinnah Pakistan nei giorni scorsi hanno saldato i necessari contributi di concessione, per un ammontare di 4.786 euro, nonché assicurato una fidejussione bancaria in favore del municipio, pari ad altri 2.393,45 euro. E così, si è potuta ritirare la concessione edilizia. «Partiremo con i lavori nel giro di pochi giorni», precisa il presidente degli islamici pakistani. «I lavori (il progetto è stato elaborato dall’architetto bolzanino Enrico Farina, ndr) sono abbastanza importanti, speriamo di riuscire ad aprire il più presto possibile, ma non sarà prima di due o tre mesi».
Ringraziamenti. Anwar Shahid tiene in particolar modo a ringraziare chi lo ha aiutato fattivamente: «Siamo grati a tutti i bolzanini che ci hanno sostenuto; in pochi ci hanno ostacolato, in tanti invece ci hanno aiutato. In particolare grazie al sindaco Spagnolli e all’assessore all’urbanistica Pasquali per averci dato la concessione edilizia». Per quanto riguarda i timori espressi in passato da chi criticava questo tipo di struttura, il presidente di Jinnah, con estrema pacatezza, sottolinea: «Siamo operativi in zona da otto anni, non abbiamo mai arrecato disturbo a nessuno. Io stesso abito qui, i vicini mi vedono tutti i giorni e mi conoscono. Il centro, destinato ai pakistani, sarà aperto a chiunque voglia farci visita, musulmano o meno. Oltre alle preghiere del venerdì, vi terremo dei corsi, in particolare per chi arriva in provincia e, non conoscendo le lingue che vi si parlano, si trova in grande difficoltà».
Geologia fonte di diatribe. I geologi della Provincia, a seguito di sopralluoghi e approfondimenti, hanno verificato che il rischio geologico fosse inferiore a quanto si riteneva in passato. Per questo, con una delibera della giunta provinciale si è abbassato il livello di rischio e, con questo, si è guadagnata la possibilità di risanare e destinare lo stabile al pubblico. «La sala non ospiterà più di 30 o 40 persone», chiosa Pasquali. Di tutt’altro avviso il consigliere Pdl Maria Teresa Tomada: «Non sono stati solo i geologi provinciali, perché c’è pure l’avallo di quelli comunali e la delibera della giunta provinciale parla espressamente di una richiesta da parte del municipio. Il tutto portato avanti non certo alla luce del sole». Secondo Tomada, i tecnici pubblici si sono limitati ad accogliere la perizia di parte presentata dagli stessi richiedenti la concessione. Non sarebbe inoltre chiaro se la variazione della classificazione del rischio sia stata decretata per il solo edificio interessato oppure per l’intera area circonvicina. «In passato altri privati avevano tentato di far mutare il grado di rischio di edifici vicini, ma non ci erano riusciti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA


