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BOLZANO. Ad ucciderlo sono stati la passione per la moto e, probabilmente, un pizzico di sicurezza eccessiva sulla strada. Mimmo Cravos, 27 anni, noto chef originario di Carisolo, è morto sul colpo ieri pomeriggio poco dopo le 16 in uno schianto avvenuto lungo la statale delle Dolomiti nei pressi di Fontanefredde, al confine tra Alto Adige e Trentino. Il giovane era in sella alla sua potente Ducati con la quale intendeva probabilmente raggiungere Cavalese dove gestiva il ristorante "Essenza Gourmet" all'hotel Lagorai insieme allo chef Diego Rigotti.
Sarà un’inchiesta della Polizia Stradale di Cavalese a poter stabilire con certezza eventuali responsabilità.
Una cosa, comunque, pare sia già stata accertata sia grazie ad alcune testimonianze di automobilisti sia sulla base dei rilievi tecnici sulla strada: la giovane vittima stava viaggiando in direzione di Cavalese a velocità molto sostenuta. Mimmo Cravos, grande appassionato di moto, si sentiva sicuro in sella alla propria Ducati e non disdegnava, a quanto pare, di provare anche l’ebbrezza della velocità sicuro delle proprie capacità di controllare la situazione.
In realtà Mimmo sarebbe stato tradito proprio da uno di quegli imprevisti tanto pericolosi per i motociclisti quanto facilmente ascrivibili nei rischi di chi ama le due ruote a motore. All’altezza di Fontanefredde Cravos si è infatti trovato la strada ostruita da un Suv Range Rover che si è immesso sulla statale da una strada laterale ed intendeva svoltare a sinistra per immettersi sulla corsia verso Bolzano.
Così facendo ha ovviamente attraversato anche la corsia in senso opposto, quella cioè diretta a Cavalese. In quel punto la visibilità è limitata da una semicurva che caratterizza il tratto di statale. Quando il guidatore del Suv si è immesso sulla statale ed ha impegnato per qualche istante (attraversandola) anche la corsia verso Cavalese probabilmente non era in grado di prevedere l’arrivo della moto a seguito del tratto di strada a limitata visibilità per la curva.
In realtà la moto di Cravos sarebbe uscita dalla curva diretta verso Cavalese a velocità molto elevata proprio mentre l’auto stava effettuando la manovra. E’ stata una questione di pochi attimi. Il motociclista ha cercato di «inchiodare» ma non ce l’ha fatta a fermarsi in tempo e lo schianto in piena velocità è stato inevitabile. La moto si è infilata sotto il Suv ed il giovane centauro dopo aver battuto con estrema violenza contro l’auto è stato scaraventato al centro della carreggiata ormai morente. Quando sul posto sono giunti i soccorsi sanitari trasportati da un elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites per il poveretto non c’era più nulla da fare. Il medico rianimatore ha però tentato l’impossibile per far ripartire il cuore del giovane. Tutto però si è rivelato inutile ed inefficace a seguito delle devastanti lesioni interne a livello toracico che il ragazzo aveva rimediato schiantandosi dapprima contro l’auto e poi sull’asfalto.©RIPRODUZIONE RISERVATA


