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MOSO IN PASSIRIA. Un'altra valanga. E purtroppo un altro morto. Isidor Plangger, un 59enne di San Martino in val Passiria è deceduto dopo essere stato travolto da una slavina caduta a quota 1.700 metri nella zona del Monte Fumaiolo (Glaitner Hochjoch in tedesco) sopra l'abitato di Stulles (frazione di Moso) in alta val Passiria. Ferito anche il fratello gemello con il quale la vittima stava facendo dello sci escursionismo in una zona che mai in passato era stata caratterizzata dalla caduta di valanghe. Anche se ieri il bollettino dava grado 3 marcato.
Evidentemente le temperature elevate delle ultime ore hanno giocato un ruolo importante nell'ennesima tragedia accaduta sulle montagne altoatesine. I due fratelli gemelli, ieri mattina, avevano iniziato la loro escursione sulle pendici del Monte Fumaiolo. Nulla lasciava presagire la disgrazia: temperature ideali, almeno nelle prime ore della escursione. Verso mezzogiorno i caldi raggi di uno splendida giornata hanno "intaccato" la solidità della neve caduta. O forse è stato il passaggio dei due scialpinisti a smuovere il manto nevoso: i carabinieri di Moso stanno cercando di ricostruire le cause del distacco della slavina. Che alle 12.30 circa si è mossa.
La valanga - 30 metri di larghezza e un centinaio di lunghezza - ha travolto in pieno i due fratelli gemelli che stavano sciando. Uno è stato più fortunato: è stato spinto dalla massa nevosa contro un albero. Lo schianto è stato notevole ma l'uomo è riuscito a cavarsela. Ha riportato la frattura di una gamba. Suo fratello invece è stato centrato in pieno dalla slavina e trascinato per diversi metri verso valle. In soccorso dei due scialpinisti è intervenuta un’altra coppia di scialpinisti - padre e figlio - che, pure loro, stavano compiendo una escursione. Sono riusciti a liberare quello finito contro l'albero, poco hanno potuto fare per rintracciare e liberare il secondo. Hanno così chiamato il Cnsas di Moso che ha allertato gli altri corpi del soccorso alpino di tutta la valle. È stato chiesto anche, tramite la centrale operativa del 118, l'intervento dell'elisoccorso provinciale e sul posto sono arrivati sia il Pelikan che il velivolo dell’Aiut AlpinDolomites. È stato proprio quest'ultimo elicottero, con il personale di soccorso, a calarsi per raggiungere il 59enne di San Martino che nel frattempo, su indicazioni del fratello, era stato liberato dalla massa nevosa da otto soccorritori giunti sul posto. L'operazione di recupero dello scialpinista, che nel frattempo era stato intubato sul posto viste le sue gravi condizioni, hanno dovuto superare non poche difficoltà a causa del cavo di una teleferica che sovrastava la zona. Lo scialpinista, sottoposto ad una continua rianimazione, è stato caricato sull'elicottero che è decollato alla volta dell'ospedale di Merano.
Il medico ed il personale a bordo hanno cercato in tutti i modi di rianimarlo ma l'uomo ha cessato di vivere in conseguenza di varie lesioni in tutto il corpo prima che l'elicottero di Aiut Alpin Dolomites atterrasse nella piazzola dell'ospedale meranese. Nel frattempo nello stesso ospedale veniva ricoverato anche il fratello gemello che era stato prelevato a Stulles da un'ambulanza della Croce Bianca. Le sue condizioni non sono gravi: ha riportato la frattura di una gamba ed altre ferite causate dal violento impatto contro l'albero a seguito della valanga. Sul posto della tragedia, oltre ad una cinquantina di soccorritori del Cnas e dell'Alpenverein, si sono portati anche i vigili del fuoco. I carabinieri di Moso sono impegnati con gli accertamenti per cercare di capire come si sia potuta staccare la valanga dal pendio.


