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BOLZANO. Lo hanno trovato, senza vita, steso in un prato, vicino a Terlano. Johann Innerhofer, 45 anni, è morto - con ogni probabilità - a causa di uno choc anafilattico provocato da un’ape. L’uomo, un contadino molto noto in zona, viveva insieme alla madre e gestiva il maso di famiglia da sempre. Ieri mattina aveva deciso di fare una passeggiata, come era sua abitudine la domenica.
Ma mentre camminava sui lati di un prato, deve essere stato punto da un’ape. Purtroppo, Johann Innerhofer non ha fatto in tempo a dare l’allarme prima di perdere i sensi, ed è morto poco dopo a causa dello choc anafilattico. Il suo corpo è stato ritrovato solo ore dopo, da alcuni passanti, che stavano facendo una passeggiata in zona.
Sul posto sono giunti immediatamente i soccorritori del 118 e il medico d’urgenza. Ma non hanno potuto fare altro che confermare la morte del contadino. I carabinieri di Terlano, arrivati insieme ai soccorsi, hanno richiesto l’intervento dei colleghi della scientifica. In un primo momento, infatti, non era chiaro quale potesse essere la causa di morte. Per escludere il coinvolgimento di terzi, il cadavere è stato ispezionato sul posto. Ma non sono state trovate ferite significative.
Secondo i medici, visto che il corpo di Johann Innerhofer si era gonfiato un po’, è molto probabile che sia morto a causa di uno choc anafilattico provocato dalla puntura di un’ape. Non solo: le vie respiratorie erano quasi completamente chiuse, proprio a causa della reazione allergica.
In caso di choc anafilattico i medici consigliano di dare immediatamente l’allarme.
Nel frattempo, il pungiglione dell’ape non deve essere estratto con pinzette o dita, dal momento che la compressione dello stesso aumenterebbe il rilascio del veleno. La persona ferita, avvisati i soccorsi, è meglio che si sdrai e tenga i piedi in alto (su una sedia per esempio), per fare in modo che il sangue arrivi al cuore e al cervello.
In questi momenti non bisogna somministrare pillole o liquidi alla persona punta e la testa non va rialzata con un cuscino, visto che rallenterebbe ulteriormente il passaggio d’aria nelle vie aeree, una difficoltà tipica dello choc anafilattico.
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