BOLZANO. Recuperati i colori, ha preso un treno ed è tornata davanti al parco delle Semirurali per ripristinare il disegno originale. Lo ha fatto in silenzio la giovane artista Vanessa Savio, accompagnata dal padre Paolo, che le ha scattato qualche fotografia, immortalando un momento semplice quanto rivoluzionario. La risposta all'orribile atto razzista, oltre che vandalico, è stata il colore. Ora il murale «Oltre la competizione», realizzato nel 2025 e recentemente sfregiato da qualcuno che ha cancellato soltanto i volti delle figure nere, torna ad accogliere i bambini del quartiere. «È un progetto a cui ho dato il mio cuore - così l'artista - Mi ha aiutata a crescere, sia professionalmente sia artisticamente, ed è una parte di me. Vederlo in quello stato mi ha lasciato un vuoto, perché il messaggio che volevo trasmettere non è arrivato a tutti. Appena ho saputo dell'atto vandalico, ho sentito di aver fallito nel comunicarlo. Per questo non potevo lasciarlo in quello stato».

Lo sfregio e le polemiche

Il murale era stato realizzato nel maggio del 2025 da Vanessa Savio, oggi studentessa d'arte a Firenze, insieme a Officine Vispa e Villa delle Rose. L'opera era stata voluta dalla circoscrizione Don Bosco come simbolo di fair play e sport inclusivo e finanziata dal Comune. La sequenza di immagini ritrae due bambini impegnati in una gara di corsa. L'atleta di pelle chiara si infortuna e l'avversario, di pelle scura, si ferma a soccorrerlo, accompagnandolo fino al traguardo.L'11 ottobre, chi passava dal parco delle Semirurali sul lato di via Genova si era trovato davanti a una brutta sorpresa: il volto dell'atleta nero era stato cancellato con vernice bianca in ogni sequenza.
 

Il primo a denunciare l'accaduto era stato il consigliere di circoscrizione Daniel Colm del Team K. «Non si tratta di semplice imbrattamento o vandalismo: è un atto di razzismo», aveva scritto, allegando le fotografie dello sfregio.Poi era intervenuta tutta l'opposizione, chiedendo alla giunta comunale una presa di posizione chiara «contro ogni forma di discriminazione». Il riferimento era anche all'altro murale, lungo le scuole Ada Negri, commissionato nell'ambito del festival «Ella». Il bozzetto era stato bocciato dalla giunta dopo una diatriba con le artiste proprio sul colore delle figure rappresentate, legate all'universo dei Tarocchi, che nel bozzetto avrebbero dovuto essere nere o di una sfumatura ottanio.

La scelta non aveva convinto l'assessora Patrizia Brillo e l'intera giunta, che avevano rinunciato al progetto. Una decisione che aveva scatenato le critiche dell'opposizione, che accusavano la maggioranza «di non dare il buon esempio ai cittadini».«Sono opere sempre più prese di mira. Per questo bisogna fare un discorso complessivo per valorizzare meglio i messaggi. Motivo per cui il murale delle Ada Negri non è stato "cancellato", semplicemente vogliamo rilanciarlo», aveva spiegato il sindaco Claudio Corrarati, proponendo di rilanciare l'arte di strada in tutta la città.Nel frattempo, l'esempio migliore lo ha dato Vanessa Savio: con i colori e con la fiducia di chi sceglie di donare, ancora una volta, il proprio talento alla città. MA.AN.