PHOTO
BRUNICO. Aprirà il prossimo 2 luglio, nel Castello di Brunico, in Val Pusteria, il Messner Mountain Museum - MMM Ripa, che completa il percorso museale ideato dal "re degli ottomila". Superando i canoni dell'esposizione classica, il museo "Ripa" (dal tibetano "ri" montagna e "pa" uomo) è dedicato ai popoli delle montagne e si propone come un luogo d'incontro e di scambio culturale tra la popolazione rurale autoctona e gli ospiti provenienti dalle altre regioni montane del mondo. Oltre alla presentazione di raccolte di oggetti d' uso quotidiano delle diverse popolazioni, infatti, ogni anno trascorreranno l'estate al Messner Mountain Museum Ripa di Brunico ospiti provenienti da una regione montana diversa del mondo che illustreranno le loro condizioni di vita.
A Brunico, Messner vuole creare un punto di informazione e di approfondimento sulle problematiche legate al rapporto tra cultura alpina e cultura urbana, agricoltura di mointagna e turismo. "Solo se riuscirà a contribuire ad una strategia di sopravvivenza della cultura di montagna, minacciata in tutto il mondo - dice Messner - l'Alto Adige potrà giustificare la sua pretesa leadership sul tema della montagna".
L'ultimo museo di Reinhold Messner è stato allestito nel castello, eretto alla metà del XIII secolo quale residenza estiva del principe vescovo di Bressanone. Nelle cantine del maniero il visitatore potrà esplorare il misterioso mondo degli abitanti delle montagne del continente africano e dell'Oceania: i Damara del massiccio montuoso del Brandberg in Namibia; i Masai dell'Africa orientale; i Tuareg delle montagne dell'Air; i Dani della Nuova Guinea.
Al primo piano, si prosegue con i popoli caucasici, quelli alpini come i Walser e le genti degli Alti Tatra e dei Monti Rodopi e con gli Indios delle Ande, i Naga e Nepali del-l'Himalaya, i Kalash e Kafir dell'Hindukush, gli Hunza e Balti del Karakorum e, ancora, dalle regioni tra Himalaya e Transhimalaya, i Mustangi, gli Sherpa e i Tibetani. Il secondo piano del castello è dedicato alle religioni delle terre montuose: il cristianesimo, nelle originali stanze dei principi vescovi, l'islam, l'induismo e il lamaismo.
A Brunico, Messner vuole creare un punto di informazione e di approfondimento sulle problematiche legate al rapporto tra cultura alpina e cultura urbana, agricoltura di mointagna e turismo. "Solo se riuscirà a contribuire ad una strategia di sopravvivenza della cultura di montagna, minacciata in tutto il mondo - dice Messner - l'Alto Adige potrà giustificare la sua pretesa leadership sul tema della montagna".
L'ultimo museo di Reinhold Messner è stato allestito nel castello, eretto alla metà del XIII secolo quale residenza estiva del principe vescovo di Bressanone. Nelle cantine del maniero il visitatore potrà esplorare il misterioso mondo degli abitanti delle montagne del continente africano e dell'Oceania: i Damara del massiccio montuoso del Brandberg in Namibia; i Masai dell'Africa orientale; i Tuareg delle montagne dell'Air; i Dani della Nuova Guinea.
Al primo piano, si prosegue con i popoli caucasici, quelli alpini come i Walser e le genti degli Alti Tatra e dei Monti Rodopi e con gli Indios delle Ande, i Naga e Nepali del-l'Himalaya, i Kalash e Kafir dell'Hindukush, gli Hunza e Balti del Karakorum e, ancora, dalle regioni tra Himalaya e Transhimalaya, i Mustangi, gli Sherpa e i Tibetani. Il secondo piano del castello è dedicato alle religioni delle terre montuose: il cristianesimo, nelle originali stanze dei principi vescovi, l'islam, l'induismo e il lamaismo.


