bolzano. Non ci sarà un altro bando per la scelta del direttore del Museion. Dopo il flop della prima selezione, esattamente un mese fa, il Museion riparte da colloqui «su chiamata» effettuati dal consiglio di amministrazione. Gli incontri sono già iniziati e saranno una decina.

La procedura di scelta diventa molto più flessibile, «ma i criteri chiesti al direttore restano quelli del bando, come l’ambito di ricerca continua ad essere internazionale», assicura la presidente del consiglio di amministrazione Marion Piffer Damiani. Nessun bando dunque (almeno per ora) e nessuna commissione esaminatrice. «I colloqui fanno capo al consiglio di amministrazione», informa Marion Piffer Damiani.

Nel collegio della Fondazione Museion siedono la presidente Piffer Damiani, il vice presidente Federico Giudiceandrea, Marisa Giurdanella, Peter Paul Kainrath, Barbara Pizzinini e Josef Prader.

Il contratto della attuale direttrice Letizia Ragaglia scadrà il 31 maggio e non è possibile un terzo rinnovo.

Al bando dello scorso anno per la direzione avevano risposto 53 candidati di numerose nazionalità. Così elenca l’assessore Philipp Achammer, in risposta a una interrogazione dei Verdi: Italia, Germania, Svizzera, Austria, Gran Bretagna, Belgio, Francia, Olanda, Svezia e Paesi extra europei. La selezione era arrivata a una rosa finale di tre candidati. Il 7 febbraio la sorpresa, rinuncia del primo classificato e degli altri due. «Motivi personali, siamo stati molto sfortunati», ribadisce Marion Piffer Damiani.

Come procedere? «Con il Cda la riflessione ha riguardato due soluzioni», riferisce Achammer, «un nuovo bando o una selezione sulla base di una serie di nominativi». Il primo passo del Cda, subito dopo il flop del bando, è stato chiedere alla direttrice Letizia Ragaglia di prolungare l’incarico di un anno o comunque il tempo necessario per la scelta del nuovo direttore e il suo insediamento. Poi la decisione di evitare un altro bando. «Il Cda ha deciso di cercare la persona adatta attraverso colloqui diretti», informa Marion Piffer Damiani. È il viatico per arrivare a una soluzione «in casa», in stile altoatesino? Marion Piffer Damiani assicura di no: «Il Museion è una bellissima istituzione e vogliamo trovare la persona più adatta per proseguire l’ottimo lavoro effettuato fino ad oggi. Siamo grati a Letizia Ragaglia per avere accettato di restare ancora, per proseguire l’attività fino a quando non ci sarà un direttore insediato. Letizia d’altronde ha seguito l’ideazione della stagione 2019, di cui ora segue la realizzazione. Ai colloqui vengono invitati candidati che hanno partecipato al bando? «È una rosa molto scelta, che non prevede solo candidati del bando», risponde Marion Piffer Damiani. Tra i requisiti che erano previsti dal bando dell’anno scorso, le tre lingue (italiano, tedesco e inglese), competenze specifiche nel settore dell’arte contemporanea, una rete di contatti internazionali e comprovate capacità organizzative.

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